OMOFOBIA e IPOCRISIA

OMOFOBIA e IPOCRISIA  di Salvatore Maresca Serra

<<Non avrai altri jeans all’infuori di me>> era lo slogan di Jesus che tanto fece parlare e generò una reprimenda cattolica appoggiata da magistratura, polizia, quindi Stato perbenista-moralista  a partire dalle pagine dell’Osservatore Romano, nei “lontani anni settanta”. Il 17 maggio 1973, PP Pasolini scrisse sul Corriere della Sera la sua puntuale analisi linguistica del fenomeno, dove configurò uno scenario – a partire dal <<non avrai altri>> – che vedeva lo sgretolarsi del potere della Chiesa prossimo, futuribile sul breve periodo e ineluttabile. Bastavano un jeans e uno slogan, dunque – dopo millenari sviste, corruzioni e falsificazioni –, a spogliare la Chiesa del suo potere mentre rivestiva di azzurro divinizzato gambe cosce e natiche degli italiani inconsapevoli dell’orrenda tragedia in agguato? O piuttosto non era quello slogan l’acme del declino del vaticano solo perché nasceva nel grembo della società borghese, che la Chiesa aveva accolto snaturando se stessa? Pasolini indicava un percorso di valori (ben precisi) da utilizzare: serviva chiedersi – a partire dal Concordato negli anni trenta – quanto il neocapitalismo borghese potesse determinare il declino del papa e compagni, dopo ch’essi avevano accettato il fascismo, poi la repubblica, quindi la società dei consumi e del nuovo capitale liberale. Domande logiche, lecite e linguistiche. Quindi: se lo spirito reazionario degli anni ’70 che strappava i manifesti di Jesus avesse avuto vita breve, come fu – profeticamente – negli anni a seguire. Quello slogan pubblicitario – antesignano del branding – era come un retrovirus Hiv: solo questione di tempo. Poi avrebbe infettato tutto e tutti. Uno tra i Dieci Comandamenti era stato nonsolo vilipeso, nonsolo banalizzato oscenamente per trarre fatturati e colpire l’immaginario innocentemente ludico dei giovani borghesi, e nonsolo aveva eternizzato per un istante la psicologia applicata della comunicazione pubblicitaria, ma era stato usato quale strumento di morte perché già morto. E Jesus stesso sanciva questa morte della religione cattolica e dei suoi comandamenti dopo essere già stato – poco prima – Cristo Super Star, come fosse una stella del firmamento pop. Evidentemente, il vaticano assorbiva coscientizzandola troppo tardi la morte (quale spinta vitalistica) di una collettivizzazione sistemica di una antica-postmoderna fede-antidefe: l’idolatria del Capitale. È anche evidente che le macroscopie della materializzazione e della reificazione – dico io – venivano già da tempo immemorabile precipuamente dalla vendita delle indulgenze, che portarono Lutero ad affiggere a Wittemberg le sue 95 tesi di protesta contro Leone X. Mercoledì 31 ottobre 1517. La riforma innescata dal monaco agostiniano, in Italia fu altrettanto presente come negli altri stati europei, ma qui ebbe particolari caratteristiche. Innanzitutto si affermò nelle classi colte, imbevute dello spirito umanistico e laico del Rinascimento, che vedevano nella riforma, soprattutto legata allo Zwingli e a Calvino, un’affermazione della classe borghese rispetto al tradizionalismo della chiesa romana. Il movimento prese piede anche tra il clero sia con posizioni estremiste sia con posizioni moderate. Probabilmente, Pasolini – nell’articolo del Corriere – non volle approfondire troppo questo aspetto, e parlò come se la borghesia non avesse avuto un suo iter storico nei secoli addietro. Per ciò che riguarda Leone X, nato Giovanni di Lorenzo de’ Medici, di lui gli avversari raccontano che quando divenne papa, a soli trentasette anni, l’11 marzo 1513, abbia detto a suo cugino Giulio: «Poiché Dio ci ha dato il Papato, godiamocelo». Si racconta viaggiasse attraverso Roma alla testa di una stravagante parata, in cui sarebbero apparsi pantere, giullari ed un elefante bianco. Avrebbe fatto servire cene con sessantacinque portate, nelle quali dei ragazzini saltavano fuori dai budini. Alcuni storici sostengono l’omosessualità di Leone X. Guicciardini recita nella sua Storia d’Italia a proposito di Leone X da poco morto: credettesi per molti, nel primo tempo del pontificato, che e’ fusse castissimo; ma si scoperse poi dedito eccessivamente, e ogni dì più senza vergogna, in quegli piaceri che con onestà non si possono nominare – sottintendendo, secondo molti, le pratiche omosessuali. Certo è che era una voce molto diffusa a Roma, come dimostrano molte pasquinate dell’epoca. Una di queste lo definiva “fiorentin, baro, cieco e paticone”, dove paticone indica l’omosessuale passivo. Più o meno tutti conosciamo l’orientamento sessuale dei papi e dei preti, e ciò si contrappone oggi alla decodifica che s’impone di un Parlamento che boccia – tacciandola d’incostituzionalità – la legge sull’omofobia. Già caldeggiata anche dalla Corte Costituzionale, in un’Italia che aggredisce gay, lesbiche e transessuali, dominata così com’è da una destra fascistoide, “retriva” (definisce Leonardo Coen su Facebook) e “da cui non ci può aspettare altro, grazie ai babbei che l’hanno votata”. Nella sostanza, il Parlamento italiano dice che è costituzionale ghettizzare i “diversi” e – simultaneamente – è incostituzionale difenderne i diritti: 100 e più omosessuali (dicono le varie associazioni GLBT tra cui l’ArciGay) parlamentari omofobi (che quindi sono terrorizzati da se stessi) si oppongono ad una legge che equipari i diritti di tutti, senza che gli orientamenti sessuali possano farli discriminare. Visto che finanche papi e preti – storicamente – non hanno incontrato ostacoli e discriminazioni per accedere ai loro alti incarichi nella Chiesa e nella società (anche)  borghese. Vien fatto di domandarsi cosa direbbe oggi PP Pasolini di questa Italia auto-omofoba, xenofoba e celodurista. Un Pasolini che ha pagato con una morte assurda tutto ciò ch’egli è stato, anche – e soprattutto – la sua omosessualità. Destabilizzante, irritante, sconosciuta e imbarazzante per molti, tra cui i suoi assassini. Di conseguenza, visti i fatti di ieri, viene anche da pensare che nel lontano 1973 Pasolini analizzasse il tutto del declino dell’ecclesia da una visione idealistica, profetica ma solo in parte, e comunque una parte troppo sottile e intellettuale per essere profetica del tutto: la Chiesa è presente nella discriminazione degli omosessuali anche oggi. Il potere che Pasolini vedeva in declino è inaffondabile per il patto scellerato tra Stato, Chiesa e politica. Questa è la semplice, banale, goffa e sciocca realtà del Parlamento: non perdere i voti dell’area cattolica manipolata costantemente e inelluttabilmente dalla CEI. Pax e Dico docet. Se Jesus scandiva <<non avrai altri jeans all’infuori di me>>, oggi sembra ascoltare a chiare lettere altri che dicono: <<non avrai altri omofobi all’infuori di noi>>. I rapporti sentimentali, affettivi, familiari sono leciti – per questi omofobi di Stato – solo a patto che a provarli siano due esseri dotati di vagina e membro: una complementarietà assoluta e insostituibile. Loro ne fanno solo una questione di organi sessuali riproduttivi. Funzionali alla sussistenza del sistema politico e religioso, là dove questi due concetti non trovano soluzione di continuità in questa Italia del cazzo. O in questa Italia dell’omosessualità sommersa e quindi laida, atrocemente deforme nella sua oscenità costituzionale, genetica, sporca e sordida: niente spazio dal parlamento e dai pulpiti per la bellezza della verità gridata ai quattro venti. Niente spazio all’orgoglio dell’essere ciò che naturalmnte si è. Niente essere, solo nascondere per godere nel segreto buco del pensiero imploso: il loro “Buco Nero” che tutto risucchia nell’ignominioso atto dell’esistere tra i “normali”, e dove la norma è la pluralità d’ogni cosa e fenomeno della Natura madre che ignorano. È più che mai necessario scandalizzarsi di ciò che ha dato scandalo da sempre: l’ipocrisia. O l’hupokrisis, come affermava Jesus tra i farisei e i sadducei, ma il Cristo quello vero. ὑπόκρισις.

(Per la cronaca, gli slogan “Non avrai altro jeans all’infuori di me” e “Chi mi ama mi segua” furono creati non dal dio mosaico e dal Cristo, ma da Oliviero Toscani e Emanuele Pirella).

Salvatore Maresca Serra

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15 comments

  1. Vero Sal, anzi traumaticamente Vero!!!! Da cattolica, non praticante, mi ritrovo spesso in questa cruda realtà, mi riferisco ai documenti storici …ma ho trovato anche esempi (devo ammettere pochi …) di amore e fede pura,pensa ai benedettini nel medioevo, al nostro penultimo Papa o ai tanti umili frati. La politica,la vita civile non dovrebbe avere niente a che vedere con la religione,non ci dovrebbero essere intrusioni da ambedue le parti!!!! Mentre affermo con convizione tutto ciò,sono anche consapevole che Oggi è pura Utopia ,l’arroganza e l’ignoranza ha preso il sopravvento.Un affettuoso abbraccio con la Stima di sempre <3<3<3

  2. #
    Patrizia Palese Ricordo bene le foto incriminate e ne ricordo ancora altre che mettevano ancor di più in discussione quel potere che, proprio perchè partorito da un falso(la famosa donazione di Costantino)non poteva che crescere e perfezionare ancor di più la sua non trasparenza…Ed uso questo termine, perchè configurare secoli e secoli di vessazioni, guerre, crudeltà disumane, miopia civile e religiosa, con il semplice termine di Falso è sminuire la responsabilità di chi, usando il nome di un uomo, di un Dio, di un folle( ed ognuno lo veda come vuole) ha legalizzato il torbido, il marcio…e quindi, agitando le acque ha fatto in modo che il fango salisse alla superfice, oscurando la vista di decidesse di passare il guado per raggiungere la via della Fede….la loro colpa maggiore? Quella di aver impedito di parlare a chi vedeva il disgregarsi dei punti di forza di un potere, di trovare delle soluzioni alternative, o semplicemente di cancellare ciò che non fu mai professato da nessun Messia…Se, da storica riconosco ed affermo, che non si può parlare di ministero divino nei confronti di personaggi che ebbero il titolo di papa esattamente come altri quello di baroni, altrettanto oggi, da cittadina di uno Stato che si riconosce nel dogma di uguaglianza costituzionale e che sancisce la assoluta negazione di diversità per individui dello Stato Italiano senza far riferimento al sesso, alla religione e all’età, affermno che ciò che sta avvenendo non è assurdo, ma mostruoso e blasfemo. Da dove e da chi nasca questa volontà di creare questa schizofrenia costituzionale è chiarissimo, e di tutto questo ne hanno completa responsabilità chi ha permesso con il proprio voto l’ascesa al potere legislativo e parlamentere di questi tristi figuri, che si gloriano della durezza di alcuni loro attributi anatomici come unica garanzia di affidabilità per le loro cariche , che hanno svuotato il significato del termine “rispetto” nei confronti delle loro cariche, ma, sopratutto, ne hanno colpa e vergogna chi, per il loro essere pavidi, non alza nè la voce nè gli occhi verso quell’illuso che tanto tempo fa disse ” Venite a me voi che avete pianto e che siete stati perseguitati”…per loro si sarà solo pianto e stridor di denti….

  3. Ebbene sì questi tristi figuri operano continuamente verso un pericoloso incitamento al pregiudizio e tendono a legittimare discriminazioni e ingiustizie facendo precipitare il ns Paese sempre più verso un degrado morale e civico ..ultimamente ascoltando Borghezio ..direi che in nessun Paese verrebbe tollerato uno scellerato imbarbarimento del genere ..ciò che conta è difendere i valori cristiani ..ambire alla croce sul tricolore ..il crocefisso nelle scuole per poi dar la caccia agli stranieri nelle classi ..è il loro mondo “”normale “” che è deviato …

  4. Mi è piaciuto il nocciolo dell’articolo,l’accostamento con la pubblicità degli anni’70.E’ la storia di sempre,la storia dell’umanità,che ,in parte, è ipocrita. Del resto,Gesù aveva previsto e ci aveva avvertito”Se hanno fatto questo al legno verde che sarà mai del secco?” Gesù fu messo a morte dalla Chiesa dell’epoca e dal potere di allora,che oggi è ipocrita, come sempre, e incomprensibilmente anche incostituzionale.

  5. L’omofobia e l’ipocrisia. Vanno spesso a braccetto. Anzi direi che nel nostro paese hanno contratto matrimonio. Ovviamente un matrimonio benedetto da nostra madre chiesa che dell’omofobia e dell’ipocrisia ne ha fatto due modus vivendi. L’omosessuale è contro natura (omofobia), mentre il prete pedofilo non esiste(ipocrisia). E la gente non riesce fino in fondo a rendersi conto che l’unico vero malato è l’omofobo. Colui cioè che non riesce a considerare normale un diverso da se stesso. E purtroppo questa fobia si manifesta anche in campi diversi dalla sessualità.
    Paola Concia, deputato PD, leader degli omosessuali, combatte da decenni per i diritti dei gay e delle lesbiche. Ma fino a che la lotta per questi diritti sarà sostenuta solo da gay e lesbiche la battaglia non sarà vinta. Perchè una battaglia di civiltà che riguarda una cerchia di persone è una battaglia di civiltà che deve riguardare tutti, compresi i non omosessuali. Compresi noi tutti. Ciao Maestro. I tuoi argomenti e le tue argomentazioni sono sempre di prim’ordine e di nobili intenti. Un abbraccio.

  6. Come sempre un articolo grandioso e scritto in modo eccezionale….purtroppo ho perso il mio commento ma cerco di riscriverlo…in poche parole avevo detto che la chiesa cattolica deve fare UNICAMENTE il suo dovere lontano da ogni pregiudizio ed altro ! ma la chiesa cattolica si diverte a fare regnare la paura intorno a sè….diavolo…inferno…..e ignoranza…..in questo modo ritiene di CONTENERE a sè i seguaci…l’unico modo che vedo per reaggire in modo concreto è di non fare battezzare i figli ( state tranquilli che non vanno all’inferno ), perche anche il battesimo fatto a 3 mesi è un’imposizione….lasciamo all’adulto il valore della scelta………….io, personalmente, non salvo nessun papa…..in quanto cristo disse che “basta una pietra ” per pregare…quello che NESSUN papa ha fatto..dà fastidio e rabbia le loro mielosità immerse fra oro/ipocrisia/falsità….la chiesa cattolica faccia il suo dovere e lasci il resto alla gente senza opprimerle…..ottimo articolo, pensiero….siamo tutti uguali o disuguali, non importa…ma siamo ! e certamente la prima che deve tacere è la chiesa cattolica che è la più intollerante in questo periodo….sono gay/lesbica/divorziata/ se lo desidero entro in chiesa e faccio la communione e se ho un animale lo faccio entrare senza sentirmi insultata dal prete…..un bacio – sally

  7. L’ ipocrisia e la doppia morale della Chiesa sono ben conosciute da tempo immemore. Il problema grosso è quando questi elementi vengono abbracciati da una classe politica che -difendendo l’ indifendibile- sposa ad occhi chiusi certe tesi preconcette.
    In certe posizioni, troviamo un’ odiosa doppia morale ed un ostentato dimenticarsi della storia e della pratica quotidiana. Tu, Sal, citi giustamente Leone X come esempio storico di Papa omosessuale, ma nella quotidianità troviamo miriadi di esempi di canonici dei vari gradi delle gerarchie più o meno dichiaratamente omosessuali. E quindi? Doppia morale: fate ciò che vi dico, ma non imitate ciò che io faccio!
    A parte le posizioni ipocrite e contraddittorie espresse nei confronti degli omosessuali, ricordiamoci le posizioni -altrettanto contraddittorie- assunte nei confronti degli eterosessuali. Basti pensare a come vengono trattate giuridicamente le cosiddette ‘coppie di fatto’: qui, a mio avviso, si raggiunge il top della contraddizione. Mi chiedo dove sia la logica a non voler equiparare i diritti di una ‘coppia di fatto’ a quelli di una coppia ‘regolarmente’ sposata: in questo caso la Chiesa taccia di ‘adultere’ (ma non può limitarne i diritti civili!!!) due persone sposate solo con rito civile (e quindi “fuori della grazia di Dio”, secondo una logica un po’ perversa), ma allo stesso tempo non vuole che uno Stato, perlomeno ufficialmente autonomo, conceda gli stessi diritti ad una coppia di fatto (anch’ essa composta da due persone parimenti ‘adultere’).
    E la cosa orrenda è che buona parte del mondo politico ne appoggia aprioristicamente ed acriticamente le tesi.

  8. …cos’ è più importante il sesso, il colore, la faccia di chi si ama o l’Amore che esiste tra due esseri viventi???
    E se anche fossero tre o quattro ad amarsi, che differenza ci sarebbe?
    L’Amore, quello con la ‘A’ maiuscola, quello sincero, sentito, è vicino al mondo divino, perchè innalza lo Spirito di chi lo prova, almeno una volta, nella vita. E’ il motore che muove il mondo e che ci rende ‘UMANI’. Per Amore, qualunque esso sia, si vincono le battaglie più difficili, si conquistano i risultati più ambiziosi. Basterebbe un pò di semplicità in tutti gli ambiti. In fondo la politica dovrebbe nascere dal rispetto, prima di tutto, per l’uomo, e rispettare l’uomo significa conoscerne a fondo la sua natura senza distorcerla, senza costringerla a nascondere il proprio sentire profondo, generando traumi e difficoltà insostenibili. Cos’ ha di diverso un omosessuale rispetto ad un eterosessuale? Ha un cuore, un cervello, un’anima, dei sentimenti alla stessa stregua di un qualsiasi essere umano. Non è nulla di diverso nè di strano nè di pericoloso. E’ una PERSONA. E tanto dovrebbe bastare per far morire qualsiasi dibattito in merito.
    Sorvolo appositamente sulla Chiesa, sui preti e sulle loro deviazioni, anche in questo caso indotte da regole assurde volte a reprimere la natura umana.

    Ciao Salvatore e grazie per l’umanità che dimostri trattando certi temi!

    Emanuela.

  9. Di articoli così credo negli ultimi anni se ne siano visti ben pochi e la mancanza, per un pubblico assetato di interpretazioni colte e riscoperto senso di vera moralità, ha scavato valli profonde tra l’essere umanamente coscienti e il pubblico sentire. Mediato da falsi profeti con intenti di restaurazione, quel sentimento ha oggi la possibilità di accorciare le distanze verso un pensiero ed un’opinione che, se non avvelenate da logiche di aggregazione coatta, porterebbero di sicuro a posizioni meno ghettizzanti e violente (l’uomo è per sua natura un animale sociale che assorbe le diversità per farne preziosa materia, con la quale creare il nuovo come soluzione alle evoluzioni sociali).
    Personalmente non credo in una chiesa che abbia oggi missioni diverse da quelle di restare tale e quindi immobile nel suo status pretestuosamente dominante. Aver avuto l’occasione di “assaggiare” l’amaro pasto del rifiuto avuto alla richiesta di battesimo di mio figlio per non meglio circostanziate colpe da parte mia e della madre, è stato per me soltanto una conferma di ciò che nella mente avevo fatto mio da tempo: l’evoluzione dei concetti predicati dal Gesù così mirabilmente dipinto in tante opere umane, altrettanto violentata e fatta involvere dagli stessi uomini che ne avrebbero dovuto fare un credo, e non una semplice superstizione da banchetto, candela e falso stupore.
    Se poi l’omosessualità deve diventare un ulteriore scalpello per modellare la già fragile consapevolezza sociale, ad uso e consumo di pochi neanche tanto arguti personaggi politici allora, Salvatore, ben venga il tuo essere in prima linea ad illuminare il cammino di chi come tanti fortunatamente, ha ancora voglia di essere orgoglioso di far parte di questo instabile genere, pur sempre umano.
    Un forte abbraccio.
    Sandro

  10. Ringrazio tutti dei commenti oltremodo interessanti per i lettori, anche perché animati da testimonianze dirette, e da una passione di vita e d’intelletto evidenti. Nel mio articolo – non volendone fare un micro-saggio – ho mantenuto una volontà costante di sintesi descrittiva del mio pensiero, nel merito delle vicende ultime dell’ennesima bocciatura di una legge giusta proposta da Paola Concia, a cui va tutta la mia stima e il mio personale sostegno civile. Proposta di legge che va ad aggiungersi a tutte quelle già affondate fino ad oggi, da un intreccio subdolo di volontà-nonvolontà, che relegano il nostro Stato in una dimensione meschina, bigotta ad oltranza, servile partiticamente, e vergognosa politicamente. L’accostamento all’articolo di Pasolini (tra gli scritti Corsari) sullo slogan dei jeans Jesus nasce dal tentativo di riportare il tutto in una dimensione corretta e nobile di riflessione ampia, linguistica, etica e interessante. Le spaccature e le contraddizioni presenti nel connettivo linguistico del nostro paese – a tuttoggi – manifestano l’incapacità di discernere (drammaticamente) le tensioni che debbano essere necessariamente fondanti là dove dimesione laica e dimensione religiosa non debbano influenzare l’una l’altra: mentre lo scellerato patto tra chiesa e politica – di fatto – ci rende tutti odiosamente deprivati dei diritti che uno stato realmente democratico (USA docet) dovrebbe avere da sempre, e che invece non ha. È del tutto evidente che l’influenza storica e nefasta della CEI e del Vaticano hanno quale riflesso una pratica sordida – paradossalmente – della sessualità nella sua molteplicità naturale, anche e soprattutto da chi occulta la propria omosessualità anziché farne un orgoglio, non certo esibizionistico, ma logico e militante, in un mondo dove il recupero lento e faticoso della parità impone ancora una militanza nelle associazioni, mentre invece l’omosessualità dovrebbe essere soltanto una condizione naturale come ogni altra viene considerata. Il mio citare la presunta omosessualità di Leone X è da mettere in diretta relazione alla vendita delle indulgenze, che scatenò la reazione di Martin Lutero e la nascita della riforma protestante: non certo una indicazione interessante (al di là di questa relazione storica) in quanto tutti (spero oggi) sappiano bene che l’omosessualità o la bisessualità di tanti pontefici – nella Storia – è pari al “vizio”, e non alla virtù dei sentimenti. È precipuamente da questa caratteristica che si stabilizza (a mio parere) una visione clericale datata e così stigmatizzata dall’incapacità di limpidamente guardare ai sentimenti delle persone, alle loro sacrosante pulsioni psico-affettive, senza insozzarle e banalizzarle con la attribuzione di “peccato”, di lussuria, di colpa, al solo scopo di dominare le menti ricattandole nel subconscio (un’azione diabolica da <>, così come lo stesso Paolo di Tarso definisce l’impalpabilità luciferina, ancora “paradossalmente”), come si usava fare nel medio evo. Detto questo, ritengo superfluo insistere sui peccati della chiesa, sulla doppia morale dei cattolici e dei borghesi, sulle maschere di queste perniciose presenze nella società: sussisteranno sempre, e avranno peso sulle scelte politiche finché il loro sordido esercizio di potere potrà andare avanti solo perché il bacino di voti fa gola ai malfattori che s’insinuano nell’amministrazione dello Stato italiano: uno spettacolo tra i peggiori al mondo. La mia visione non è affatto ottimistica né sprovveduta: la società italiana non si libererà facilmente di quest’intreccio di poteri, che si ergono sulle vite delle persone come osceni tratti del malaffare, e dove ciò ch’essi chiamano Dio altro non è che la beffa insopportabile che moltissimi – purtroppo – restano destinati a sopportare. Non senza lottare, ovviamente. E la lotta per i diritti di tutti – ritengo – sia tristemente ancora da fare negli anni a venire. Una cosa è certa: gli omofobi devono essere eliminati. I diritti devono squillare sotto il sole della vera civiltà etica. Non essere occultati dal buio della falsa morale del potere corrotto e negativo. Questa negazione va combattuta senza quartiere, oggi, ieri, domani. Grazie a tutti voi. Salvatore.

  11. Vivo in una città come Roma, dove la presenza di molti gruppi omofobi ha radicato nel tempo l’avversione totale a chi da molti è considerato diverso non essendolo. E’ terrficante dover ammettere nel XXI secolo che l’omofobia è ancora forte in una classe politica ed ecclesiastica, che nel privato fa quasi vanto del suo essere omosessuale. E’ proprio questo il croce-via tra omofobia e ipocrisia, in quel strizzarsi l’occhiolino nei salottti parlamentari e vaticani, dove ogni accordo è lecito anche il più discriminante. Sappiamo tutti della presenza di una Militia Christi addestrata all’odio e ben inquadrata nei solidi ingranaggi di tali accordi. Perchè finchè ci sarà ingerenza occulta da parte del Vaticano e pressapochismo asservito da parte di una classe politica logorata dalla sua stessa imbecillità io non vedo luce. E se un tempo lo stesso Gesù cacciò i mercanti dal tempio un motivo ci sarà. Tuttavia dopo duemila anni dovrebbe essere ancora una volta il cittadino, senza distinzione alcuna, a dover cacciare da certuni salotti sia i politici sia tutti quegli ecclesiastici che presumono di predicare bene razzolando malissimo. L’età del consenso è ancora lungi dall’arrivare finchè tali esseri graviteranno in uno Stato che ha dimenticato di essere libero, vestito della sua laicità. Grazie Salvatore per la tua analisi diretta, efficace e come sempre spunto di interessantissima riflessione.

  12. L’omofobia e l’ipocrisia sono piaghe purulente che dovremmo guardare senza veste o divisa alcuna,. “Non è l’abito che fa il monaco” (o l’uomo). La libertà di essere senza dover subire il giogo del giudizio, ecco in cosa confido (ma l’intelligenza del singolo fa la sua bella parte). Incantata, come sempre, dalla tua analisi!

  13. Ciao Sal, credo che il punto nodale della tua analisi risieda nella , chiamiamola pure così, ‘connivenza’ fra Stato e Chiesa e nel conseguente diffondersi dell’omofobia in tutti gli strati sociali, i voti dei cattolici fanno comodo già dai tempi di Giolitti e il compromesso, l’accavallarsi fra valori laici e valori cattolici credo sia inevitabilmente molto nocivo alla nostra società. Questo, in estrema sintesi, il mio, sicuramente riduttivo, pensiero. Stef

  14. Non è la stima profonda che ho per te che mi spinge a dichiarare la “bellezza” di questo articolo, articolo dove la” bellezza della verità” è principe!
    La osservazione prima che attiva i miei neuroni è la distinzione tra autenticità e verità, autentico e vero. L’omofobia è autentica, riguarda un dato, quanto è dato in modo immediato, arriviamo a coglierla come tale, nella sua “stupida ed ipocrita” naturalezza, nella sua autenticità profonda. Arriva a noi in modo immediato e diretto, dando così la propria misura, il proprio(dis)valore! Il vero, si colloca invece insieme al bello ed al bene…la verità non ci giunge immediata, la ricerchiamo passo per passo…l’omofobia è autentica ma non vera, secondo il mio sommesso parere.
    Ho la sensazione che l’omofobico sia un delirante che si autoaccusa acriticamente, in un misconoscimento continuo di sé e del proprio sentire ed essere, come se tutto ciò che è espresso in parole non è identico al significato che l’uomo normale dà alle stesse parole.
    L’omofobico suona “falso” e “vuoto”, manca la tonalità affettiva, non riesco ad avvertirne l’autenticità, ma una inconsistenza, un riempire i discorsi con affermazioni vuote ed atone….uno schizofrenico che nel narrare i suoi pensieri, crede di essere nel “vero”, ma quel vero non trova eco in noi. Manca qualcosa…le sue idee sono contagiate dal terreno schizofrenico!!!!
    Un grazie sempre per ciò che ci regali.

  15. Bene…ho letto il tuo scritto Salvatore…direi molto forte, tanto forte da risultare come un pugno nello stomaco…per molti. Si, ottima parafrasi dell’Italia bacchettona e moderna, ma anche dell’Italia meschina e Vaticanense. Finchè in Italia sussiste il potere “Del Vaticano”, il pensiero dell’italiano medio sarà del classico “benpensante”, superficiale e sadomaso (praticamente e intellettualmente parlando). Con le ghettizzazioni omofobiche, di razza, di collocazione geografica e di pensiero, vi è di fondo un proteggersi a vicenda per quello che si ha paura di diventare incappando in un pensiero diverso da quello comune. La paura del “diverso” non è altro secondo me, che la proiezione censurabile di quello che non si vuole ammettere di essere o di diventare, non tanto per il “peccato” in se per se, ma per il “cosiddetto” pensiero comune che “attanaglia e “conforma” le menti di ognuno, creando un corto circuito emotivo a chi poi in questo anello strozzante non riesce più a stare. Per questo, quest’Italia del cazzo è millenni lontana dal resto dei paesi che hanno adottato la vera democrazia, la vera libertà intellettuale e di attitudini, lasciando al proprio buon senso e non a quello comune, le proprie scelte di vita e orientamenti, nel rispetto delle scelte altrui. Bravo Salvatore. Profondo, come sempre!

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