Iran

CRISI ISRAELE-IRAN Burgas, bomba su bus di turisti israeliani otto morti, Netanyahu: “E stato l’Iran”

La deflagrazione all’esterno dell’aeroporto sul Mar Nero. A bordo molti giovani, appena arrivati da Tel Aviv. Trenta i feriti. Esattamente 18 anni fa strage in un centro ebraico a Buenos Aires. Il premier israeliano: “Reagiremo con forza”. Terzi: “Italia in prima linea su difesa Israele”

TEL AVIV – Terrore a Burgas, località bulgara sul Mar Nero, a 400 chilometri a est di Sofia, dove un’esplosione ha sventrato uno dei tre autobus su cui viaggiava una comitiva di turisti israeliani, in gran parte di giovani, appena sbarcata nel locale aeroporto e proveniente da Tel Aviv. Il bilancio è di 8 morti e 30 feriti: a bordo dell’autobus si trovavano 47 persone.

La polizia bulgara dopo una breve indagine ha confermato che si è trattato di un attentato, ma già le prime testimonianze non lasciavano dubbi sull’origine dell’accaduto. Secondo il ministro degli Esteri bulgaro Nikolai Mladenov a provocare l’esplosione è stata una bomba. Le autorità bulgare hanno chiuso lo scalo, dirottando i voli su Varga.

Le accuse all’Iran. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu punta il dito contro Teheran: “Tutto induce a credere che sia stato l’Iran. Israele reagirà con forza al terrore iraniano”. E dagli Stati Uniti giunge la condanna della Casa Bianca, “nei termini più duri possibili”, come ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney: “Obama e l’amministrazione stanno raccogliendo tutte le informazioni sul caso, ma resta incrollabile l’impegno americano per la sicurezza di Israele”. Il Presidente ha anche chiamato Netanyahu per porgergli le proprie condoglianze.

L’alto rappresentante della politica estera della Ue, Catherine Ashton, si è detta sconvolta e scioccata dalle immagini trasmesse dall’aeroporto di Burgas. Condannando l’attentato nel modo più fermo, la Ashton chiede sia fatto tutto il necessario per individuare gli autori della strage e portarli davanti alla giustizia. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi, sconvolto per l’attentato, ha confermato che “l’Italia è e continuerà ad essere in prima linea a difesa del diritto fondamentale alla sicurezza di Israele e dei suoi cittadini”.

Le autorità di Tel Aviv avevano avvertito la Bulgaria, destinazione molto popolare presso il turismo israeliano, sulla sua vulnerabilità agli attacchi di militanti islamici infiltrati attraverso la Turchia. In passato, turisti israeliani sono stati oggetto di attacchi in India, Thailandia e Azerbaijan. Azioni dietro cui Tel Aviv ritiene vi sia l’Iran, che a sua volta ha accusato Israele di essere il mandante degli attentati costati la vita agli scienziati iraniani coinvolti nel programma nucleare di Teheran.

I testimoni: “E’ stato un kamikaze”. Gal Malka, un testimone intervistato da un’altra tv israeliana, Channel 2, ha raccontato di aver visto qualcuno salire a bordo di un autobus, subito dopo c’è stata l’esplosione. Si sarebbe trattato dunque, secondo questa testimonianza, di un attacco kamikaze. Il racconto combacia con la versione fornita telefonicamente da Aviva Malka, una donna che era a bordo dell’autobus, alla radio dell’esercito israeliano: “E’ stato un kamikaze. Ci siamo seduti, pochi secondi dopo abbiamo avvertito la grande esplosione e siamo scappati, passando attraverso uno squarcio nell’autobus. Abbiamo visto corpi e tanti feriti”. La ricostruzione ufficiale comunque al momento parla di una bomba.

L’anniversario dell’attentato di Buenos Aires. Come ha ricordato proprio Netanyahu, l’attentato di Burgas è avvenuto nel giorno del 18° anniversario dell’azione terroristica che a Buenos Aires, nel 1994, costò la vita a 85 persone, 300 i feriti. All’epoca, una cellula terrorista colpì con un’autobomba l’edificio dell’Associazione di mutuo soccorso ebraico. Per quell’attentato vennero chiamati in causa dalla giustizia argentina elementi di provenienza iraniana ed esponenti di Hezbollah. “Diciotto anni dopo – ha aggiunto il premier di Tel Aviv – il terrore iraniano continua a mietere vittime innocenti. Questo è un attacco del terrore iraniano che si diffonde nel mondo intero. Israele reagirà con forza al terrore iraniano”.

Le altre reazioni. Channel 10 attribuisce questa dichiarazione al ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, dopo una consultazione con i suoi consiglieri: “Israele saprà trovare e punire i responsabili. Nel frattempo gli israeliani mantengano i nervi saldi e continuino a viaggiare all’estero”.

Sconvolta anche la comunità ebraica italiana: a Roma una cerimonia straordinaria per le vittime dell’attentato di Burgas si terrà questa sera alle 21 nella Grande Sinagoga, come rendono noto Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica romana, e il rabbino capo di Roma Riccardo di Segni. Da Tel Aviv, dove domani, sabato e domenica dirigerà la Israel Philharmonic Orchestra, il maestro Riccardo Muti annuncia: “Il Requiem di Verdi sarà dedicato alle vittime dell’attentato in Bulgaria”.

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FRATELLI MUSULMANI ACCUSANO

Siria: Fratelli musulmani accusano Annan, Russia e Iran per massacro

13 Luglio 2012 – 09:40

(ASCA-AFP) – Beirut – 13 lug – I Fratelli musulmani della Siria hanno accusato l’inviato di Onu e Lega Araba, Kofi Annan, Russia e Iran di non aver fatto nulla per impedire l’ennesimo massacro perpetrato dal regime Bashar al-Assad nella provincia di Hama, dove l’esercito di Damasco ha ucciso, secondo gli attivisti, oltre 200 persone.

”Non riteniamo che il mostro Bashar sia l’unico responsabile di questo orribile crimine ma lo sono anche Kofi Annan, i russi e gli iraniani e tutti i Paesi che pretendono di essere i guardiani della pace e della stabilita’ nel mondo e invece restano in silenzio”, ha dichiarato il gruppo in una nota.

GLI 007 BRITANNICI SVENTARONO PIANI IRANIANI NEL 2008

Gli agenti dell’MI6, i servizi di intelligence britannici per l’estero, hanno impedito nel 2008 all’Iran di dotarsi dell’arma atomica. A rivelarlo, riporta oggi il sito web del Telegraph, è stato il capo dell’agenzia, Sir John Sawers, il quale ha però avvertito che Teheran avrà la bomba atomica entro il 2014, e ciò renderà altamente probabile un attacco militare contro i siti nucleari iraniani da parte di Stati Uniti o Israele. Come scrive il quotidiano britannico, lo scorso marzo Sawers aveva tenuto un briefing segreto con i membri del governo per informarli della crescente minaccia militare iraniana, ma è la prima volta che le sue vedute sulla questione vengono rese pubbliche. Ed è anche molto raro che il capo dell’MI6 disveli i dettagli di operazioni condotte dai servizi di intelligence. La scorsa settimana, Sir John, in un incontro a Londra con un centinaio di alti funzionari pubblici, ha detto chiaramente che all’Iran servono due anni “per diventare una potenza nucleare”. Quando raggiungerà il suo obiettivo, Israele o Stati Uniti dovranno decidere se lanciare un attacco militare, ha aggiunto. “Gli iraniani sono determinati a seguire la strada per” sviluppare tutte “le tecnologie” di cui hanno bisogno per costruire la bomba atomica. “E’ chiaro che Stati Uniti e Israele si troveranno di fronte a una minaccia pericolosa se l’Iran diventerà una potenza nucleare”.

Netanyahu: come ti bombardo l’Iran fregandomene degli USA

Come Israele si prepara ad attaccare l’Iran a settembre/ottobre

Parliamo di fatti.
Fatto n ° 1: La persona che sta smantellando la coalizione del primo ministro Benjamin Netanyahu è lo stesso Benjamin Netanyahu. Non sono le minacce del ministro degli esteri Avigdor Lieberman, né le pressioni del ministro degli interni Eli Yishai, che la stanno demolendo. Né vi è la paura di Shaul Mofaz o Shelly Yacimovich dietro lo scioglimento della Knesset.
Netanyahu ha cercato di disfare il suo governo prima della Pasqua in modo che le elezioni potessero aver luogo prima dell’estate. Il governo si è rivelato troppo forte, così ha dovuto aspettare fino alla riapertura della Knesset. Vi è il primo ministro stesso dietro il processo che mira a riportarci alle urne nel mese di settembre.
Fatto n ° 2: Netanyahu non sta smantellando il suo governo per motivi politici. La sua posizione politica è forte. Né vuole le elezioni per motivi socio-economici. Anche se manifestazioni sono attese in estate, e un rallentamento economico è previsto in autunno, l’opinione pubblica israeliana vede ancora il primo ministro come altamente qualificato in ambito socio-economico.
Il motivo per cui lo stesso Netanyahu sta smantellando il suo forte e stabile governo è esterno: le prossime elezioni negli Stati Uniti. Il primo ministro di Israele è determinato a raggiungere la cabina elettorale israeliana prima che il presidente degli Stati Uniti si rechi nella cabina elettorale americana a novembre.
Fatto n ° 3: La prima ragione per cui Netanyahu vuole battere il presidente degli Stati Uniti Barack Obama nella corsa alle urne è la sua personale sopravvivenza. Fu il presidente degli Stati Uniti George H.W. Bush a sostituire il primo ministro Yitzhak Shamir con il primo ministro Yitzhak Rabin nel 1992. E fu il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton a sostituire il primo ministro Netanyahu, al suo primo mandato, con il primo ministro Ehud Barak nel 1999. Entrambi casi in cui un governo di destra è stato sostituito da uno di sinistra sono stati ispirati da presidenti americani che ne avevano abbastanza del governo del Likud al potere.
Obama detesta Netanyahu ancor più di quanto Bush detestava Shamir, o di quanto Clinton detestava Netanyahu. Se Obama vincerà a novembre, egli immediatamente schiaccerà il primo ministro israeliano che ha osato sfidarlo. Di conseguenza, entro dicembre il governo di destra di Netanyahu potrebbe già avvertire la pressione. È per questo che Netanyahu vuole tenere le elezioni verso la fine dell’estate.
Fatto n ° 4: L’altra ragione per cui Netanyahu vuole battere Obama nella corsa alle urne è la sopravvivenza nazionale. Il primo ministro è determinato a colpire l’Iran, e ritiene che sarà in grado di farlo soltanto prima delle elezioni americane di novembre. Egli vuole assicurarsi di avere un certo margine di manovra dopo le elezioni israeliane e prima delle elezioni americane.
Durante questo intervallo il nuovo governo israeliano avrà un’autorità assoluta, mentre l’amministrazione USA sarà impotente. Anticipando le elezioni Netanyahu sta definendo il momento ideale per attaccare l’Iran: settembre o ottobre.
Le conseguenze di questi quattro fatti, presi nel loro insieme, sono chiare. La turbolenta stagione politica che inizierà questa settimana in Israele non indica che la minaccia di uno scontro con l’Iran è passata, ma piuttosto che è aumentata.
Lentamente ma inesorabilmente, senza che nessuno se ne accorga, Netanyahu sta lavorando per portare avanti un ben organizzato piano d’azione, secondo un rigoroso calendario, che porterà la crisi strategica al punto di ebollizione prima del prossimo inverno. Egli sta operando con decisione sia nell’ambito del sistema politico israeliano che di quello americano al fine di raggiungere il suo obiettivo. Fino a questo momento egli sta ottenendo ciò che vuole, modellando lo scacchiere a suo piacere. Egli sta riportando in vita uno scenario di elezioni (in Israele), guerra (in Iran) ed elezioni (negli Stati Uniti).
Il calendario è folle. Ma lo sono anche la situazione, la minaccia, e il sistema politico. C’è un divario intollerabile tra la leadership nazionale e l’opinione pubblica.
Netanyahu sta giocando una partita a scacchi tridimensionale su un tavolo traballante, senza pubblico sostegno. Ciò significa che la campagna elettorale non verterà solo sulle questioni economiche e sociali. Dovrà affrontare la questione dell’Iran, e deve diventare un referendum sull’Iran. Questo è l’unico modo per garantire che la decisione sull’Iran, qualunque essa sia, sarà presa dalla nazione, e non da una sola persona.
Ari Shavit è un analista politico israeliano; scrive abitualmente sul quotidiano “Haaretz”
(Traduzione di Roberto Iannuzzi)