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Web: esperto, Facebook e Twitter dannosi per il digiuno di Ramadan

Kuwait, 24 lug. – Adnkronos/Aki – Navigare nei social network danneggia il digiuno durante il mese sacro del Ramadan. Ne e convinto il presidente della Lega degli studiosi di sharia del Consiglio di cooperazione del Golfo, Ujayl al-Neshmi, secondo cui chattare con persone dellaltro sesso su Twitter, Facebook e gli altri luoghi dincontro virtuali “non puo portare a qualcosa di buono”. “Ce un modo di scrivere che non ha un obiettivo in se, ma il cui unico scopo e quello di contattare chi conosciamo o chi non conosciamo per niente, e questo genere di scrittura non porta a nulla di buono”, ha spiegato Neshmi, secondo quanto riferisce il sito Islah News. “Se questo scambio avviene poi tra maschi e femmine, allora e proprio vietato, poiche e una via verso limmoralita”, ha aggiunto, precisando che “questo tipo di contatti rovina il digiuno”. Tuttavia i social network possono essere impiegati in modi diversi. Ad esempio, ha sottolineato lesperto, “ci si puo rivolgere a Twitter e Facebook per chiedere spiegazioni su una questione religiosa, scientifica, sociale o educativa, e questo e auspicabile, se il contatto avviene con un esperto di questioni religiose e islamiche”. In tal caso, nulla vieta i contatti anche tra persone di sesso opposto.

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Capri, ambulanza usata come taxi La denuncia corre su Facebook

CAPRI – Il video, postato su Facebook, che riprende medici e personale del 118 in servizio sull’isola di Capri, mentre salgono a bordo dell’ambulanza del dipartimento emergenza Napoli unico mezzo destinato al pronto soccorso sul territorio dell’isola, ha creato indignazione e protestesulla pagina web “Isola denuncia”, il gruppo creato dopo i giorni della protesta contro gli aumenti dei biglietti degli aliscafi.

Il clamore sollevato dalle immagini, pubblicate su Fb, in cui viene ripreso il personale del 118 che utilizza l’ambulanza come un vero e proprio taxi ha già portato i dirigenti napoletani del servizio 118 ad aprire un’inchiesta amministrativa interna.

Nel video, infatti, si notano ben sei persone più l’autista che prendono posto nell’autoambulanza, la vettura adibita al trasporto degli ammalati o nei servizi di emergenza e pronto soccorso, mettendone a rischio la sterilità.

 

Sei in chat? Facebook ti spia (per combattere il crimine)

Sarebbero stati gli stessi portavoce del Sito in Blue a confermare che le chat attive all’interno del social network di Mark Zuckerberg vengono costantemente monitorate alla ricerca di indizi che permettano di scovare eventuali cyber criminali pronti a colpire.

Ad occuparsi di questa funzione di controllo sarebbe un apposito algoritmo creato dagli sviluppatori di Facebook, infatti, passare al vaglio “manualmente” miliardi e miliardi di parole digitate durante le sezioni di chat sarebbe (non solo virtualmente) impossibile. Il cyber crimine non dovrebbe essere però l’unico obiettivo di questa attività “spionistica” il cui operato sarebbe stato rivelato soltanto di recente, l’algoritmo sarebbe stato infatti creato anche per rilevare termini riconducibili a pericoli per la pubblica sicurezza e in particolare per i minori.
Un algoritmo, per quanto preciso, non può dare l’assoluta sicurezza di non produrre “falsi positivi”, per cui ci si augura che nessun abituale frequentatore della chat di Facebook rischi conseguenze legali derivanti da affermazioni male interpretate durante i controlli.