DISERZIONE PILOTA SIRIANO – GIORDANIA ASILO POLITICO

IL CASO

Siria, pilota diserta con il Mig
la Giordania concede asilo politico

L’ufficiale ha compiuto un atterraggio non previsto in uno scalo aereo militare non lontano da Amman. Le autorità giordane accolgono la richiesta di protezione, aprendo un possibile caso diplomatico. L’opposizione: ancora decine di civili morti nei bombardamenti

AMMAN – Caso diplomatico-militare tra Siria e Giordania, dopo che un ufficiale dell’aviazione di Damasco ha disertato e ha chiesto, ottenendolo, l’asilo politico. L’annuncio ufficiale che ha dissipato le incertezze circa la misteriosa deviazione del volo militare – attribuita in un primo momento a un atterraggio di emergenza – è arrivato dalle autorità giordane che confermato di aver accettato la richiesta di asilo avanzata dal pilota del Mig-21 siriano con il quale le autorità di Damasco avevano perso i contatti in mattinata, durante un volo di addestramento nello spazio aereo sovrastante la frontiera meridionale del Paese. “Il Consiglio dei Ministri”, ha riferito il portavoce del governo giordano Maaytah, “ha deciso di garantire al colonnello Hassan Mehri al-Hamade, su sua richiesta, l’asilo politico”. Poche ore prima il caccia-bombardiere di Hamade era atterrato nella base aerea ‘Re Hussein’ di Mafraq, uno scalo militare situato un’ottantina di chilometri a nord-est di Amman. Si tratta della prima defezione del genere dall’inizio della rivolta contro il regime di Bashar al-Assad, oltre sedici mesi fa.

Fonti governative siriane avevano sostenuto in un primo momento che si fosse trattato di un semplice atterraggio di emergenza, ma i dissidenti avevano replicato affermando che l’ufficiale era invece fuggito all’estero, e i fatti ne hanno confermato la tesi. Le autorità siriane hanno quindi reagito definendo il pilota un “traditore” e reclamando la restituzione dell’aereo.

“Il caccia è decollato a velocità supersonica, e ha proseguito a bassa quota”, ha ricostruito Georges Sabra, portavoce del Consiglio Nazionale Siriano, principale cartello delle forze di opposizione. La partenza è avvenuta dall’aeroporto militare di al-Dumair, situato pochi chilometri a sud-est di Damasco, tra Deraa e Sweida. “Di solito velivoli del genere volano in stormi di due o tre, non da soli”, ha sottolineato il portavoce del Cns. “E’ di certo stata una diserzione, perché non è normale che un jet di quel tipo effettui il decollo a tale velocità. Serve a evitare di essere intercettati dai radar”, ha spiegato Sabra, aggiungendo che il colonnello Hamade è originario di Deir Ezzor, una delle roccaforti degli insorti, circa 450 chilometri a nord-est della capitale, e che “la sua famiglia è nota per le posizioni oppositrici del regime”.

Secondo le fonti dell’opposizione la repressione delle forze regolari siriane sulle città ribelli non si placa. Sarebbero decine i civili siriani morti negli intensi bombardamenti delle truppe governative su Homs, Deraa e su alcune località della provincia di Damasco. Secondo quanto riferito da diversi gruppi d’opposizione, le vittime sono più di 70. Le zone più colpite sono il quartiere Dir Baalba a Homs, la località di Injel, a Deraa, e diversi villaggi nei dintorni della capitale. Solo a Homs ci sono stati tra i 15 e i 20 morti. A Injel (55 chilometri a nord-ovest di Deraa, sono 18.

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