PER NON DIMENTICARE

1 maggio 1947: Strage di Portella della Ginestra

9 febbraio 1948 – S. Fer. Puglia (FG)
Vincenzo Dionisi, Giuseppe Di Troia, Giuseppe De Michele, Nicola Francone e Raffaele Riondino

Cerimonia inaugurale del Fronte democratico popolare. Fascisti e guardie campestri degli agrari mitragliano la popolazione in festa, uccidendo Vincenzo Dionisi, Giuseppe Di Troia, Giuseppe De Michele e ferendo altri venticinque contadini. Gli aggressori poi rastrellano molte case, le sedi dei partiti, della Camera del Lavoro e dell’Anpi. In quest’ultima il fascista Umberto Valerio uccide con il mitra il vecchio portiere, Nicola Francone, e Raffaele Riondino, un bambino di sette anni rimasto ferito già in piazza. A pochi passi dalle sezioni del Fronte i fascisti accendono un falò di bandiere rosse. Quando gli spari tacciono, compaiono i carabinieri, che hanno la stazione a trecento metri da dove è avvenuto l’eccidio.

10 marzo 1948 – Corleone: Placido Rizzotto

30 marzo 1948 – Pantelleria
Antonio Valenza, Giuseppe Pavia e Michele Salerno

Una manifestazione contro l’iniquità delle sanzioni fiscali è repressa dalle forze di polizia con l’uso di armi da fuoco che provocano la morte di Antonio Valenza, Giuseppe Pavia e Michele Salerno.

13 aprile 1948 – Andria (Bari)
Riccardo Suriano

Nel corso di uno sciopero agricolo represso dalle forze di polizia, viene ucciso a colpi di calcio di moschetto il bracciante Riccardo Suriano, rimasto isolato dai suoi compagni perché stordito dai gas lacrimogeni.

20 maggio 1948 – Trecenta (Ro)
Evelino Tosarello

Sciopero bracciantile nell’azienda dei conti Spoletti. I carabinieri sopraggiungono con un camion e, poco fuori dell’abitato, caricano alle spalle a colpi di sfollagente e di moschetto dei contadini in bicicletta. Poi fracassano le biciclette e arrestano senza ragione il contadino Bruno Barberini. Quando giungono in paese con l’arrestato trovano però la piazza gremita di braccianti ad attenderli. Allora caricano, sparano da un camion e uccidono il mezzadro Evelino Tosarello, ferendo gravemente Vanilio Pagaini e Silvio Berterelli.

4 giugno 1948- Spino d’Adda (CR)
Luigi Venturini

Nel corso di una manifestazione di braccianti contro gli agrari, i carabinieri aprono il fuoco uccidendo il contadino Luigi Venturini.

2 luglio 1948 – S Martino in Rio (Re)
Sante Mussini

Nel corso dello sciopero, i carabinieri intervenuti in forza per reprimerlo uccidono il contadino Sante Mussini, schiacciato da una autoblinda.

14 luglio 1948 – Roma
Filippo Ghionna e un altro dimostrante

Una folla straboccante invade piazza Esedra e piazza Colonna per protestare contro l’attentato a Palmiro Togliatti. Scontri si accendono in diverse zone della città, nel corso dei quali le forze di polizia uccidono l’operaio edile Filippo Ghionna e un secondo manifestante, mentre 30 risultano i feriti di entrambi i lati e 160 gli arrestati.

14 luglio 1948 – Napoli
Giovanni Quinto e Angelo Fischietti

Nel corso di un comizio di protesta in piazza Dante contro l’attentato a Togliatti, la polizia carica senza preavviso i partecipanti, ferendone 20 e uccidendo lo studente Giovanni Quinto e l’operaio Angelo Fischietti.

14 luglio 1948 – Taranto
Angelo Latartara

Nel corso dello sciopero dei cantieri navali e delle officine per protestare contro l’attentato a Togliatti, le forze di polizia caricano i manifestanti dinanzi alla sede della Camera del lavoro, uccidendo l’operaio Angelo Latartara e ferendo altri 4 manifestanti. Rimane gravemente ferito l’agente di Ps Giovanni Doria, che morirà qualche giorno più tardi in ospedale.

14 luglio 1948 – Livorno
un operaio

Si ingaggia una vera battaglia di strada; i dimostranti svaligiano negozi di armi e disarmano pattuglie di agenti di Ps. Nel corso degli scontri che ne seguono, viene ucciso un operaio ed altri 18 dimostranti sono feriti. Viene ucciso anche l’ agente di Ps Giorgio Lanzi, e altri 4 rimangono feriti.

14-15 luglio 1948 – Genova
Biagio Stefano, Mariano d’Amori e Angiolina Alice Roba

Esplode la rivolta operaia per l’attentato contro Palmiro Togliatti. Migliaia di manifestanti affluiscono in piazza De Ferrari, poi viene attaccata la caserma della polizia a ponte Spinola, presa ed incendiata una camionetta della polizia e presi in ostaggio 6 celerini, devastata la sede del Msi in via XX settembre, dove i manifestanti bloccano 5 autoblinde della polizia, saltando sulle torrette e disarmando gli occupanti. Tutte le fabbriche sono ferme e un comizio alle 17 vede la partecipazione di 100.000 lavoratori; mentre in tutta la città accadono episodi di fraternizzazione fra operai e soldati. Sorgono barricate, difese da mitragliatrici, radio e giornali passano sotto il controllo della Camera del Lavoro. La rivolta si estende a Sestri ponente, Bolzaneto, Chiavari, Nervi. Alle 13 del 15 luglio il prefetto dichiara lo stato d’assedio e viene scatenata una repressione durissima, mentre i dirigenti di Pci, Psi e Camera del Lavoro invitano i dimostranti a desistere. La polizia fa uso massiccio di armi da fuoco che uccidono, nel primo giorno della rivolta, Biagio Stefano e Mariano d’Amori e, il giorno seguente, Angiolina Alice Roba che è affacciata alla finestra, mentre 43 sono i manifestanti feriti.

15 luglio 1948 – Abbadia S. S. (SI)

Durante lo sciopero dei minatori e di tutta la popolazione viene messo fuori uso un automezzo carico di agenti. Gli agenti della Stradale sono invitati ad andarsene ma estraggono le armi; due di essi vengono subito disarmati mentre contro gli altri ha inizio una sassaiola. Si spara da ambo le parti e viene ucciso a colpi di pistola l’agente Battista Carloni, il maresciallo Ranieri Virgilio viene ucciso con due coltellate. Seguono 264 arresti e 337 rinvii a giudizio.

15 luglio 1948 – Bologna
un operaio

Nel corso della manifestazione di protesta per l’attentato a Togliatti, la Celere apre il fuoco uccidendo un operaio e ferendone gravemente altri 11.

15 luglio 1948 – Porto Margh. (VE)
Cesare Pietro

I manifestanti comunisti provvedono a disarmare agenti di Ps e carabinieri, ma in uno scontro a fuoco la polizia uccide l’operaio Cesare Pietro e ne ferisce un secondo.

15 luglio 1948 – Grav di Puglia (BA)
Michele d’Elia

I manifestanti invadono il pastificio Divella e nel successivo intervento le forze di polizia uccidono a colpi di moschetto il bracciante Michele d’Elia.

19 luglio 1948 – Siena
Severino Meattini

Nel corso dei funerali dei 2 rappresentanti delle forze di polizia rimasti uccisi a Abbadia San Salvatore il 15 luglio, la polizia invade la sede della Confederterra e uccide il capo lega di Torrenieri Severino Meattini, malmenando i presenti e arrestando il segretario.

24 luglio 1948 – Grav di Puglia (BA)
Luigi Schiavino e Bonifacio Loglisci

Nel corso di una manifestazione di braccianti le forze di polizia intervengono violentemente uccidendo l’attivista sindacale Luigi Schiavino e, sempre negli stessi giorni, il bracciante Bonifacio Loglisci.

12 ottobre 1948 – Tricarico (Matera)
3 manifestanti

La polizia apre il fuoco sui partecipanti ad una manifestazione di sinistra, uccidendone 3.

15 ottobre 1948 – Dairago Arc (Mi)
Pietro Paganini

Nel corso di una manifestazione, le forze di polizia aprono il fuoco uccidendo Pietro Paganini, presidente dell’Anpi di Dairago.

16 ottobre 1948 – Pistoia
Ugo Schiano

Nel corso di una manifestazione degli operai della san Giorgio e della Smi in lotta contro la smobilitazione, le forze di polizia sparano uccidendo l’operaio Ugo Schiano e ferendone altri 3.

24 novembre 1948 – Bondeno (FE)
Fernando Ercolei

Nel corso di una manifestazione per richiedere la gestione diretta del collocamento al lavoro, le forze di polizia aprono il fuoco uccidendo il contadino Fernando Ercolei e ferendone altri 10.

17 febbraio 1949 – Isola Liri (FR)
Tommaso Diafrate

Nel corso di una manifestazione di protesta organizzata da operai in sciopero, i carabinieri aprono il fuoco provocando il ferimento di 35 dimostranti, dei quali 7 in gravi condizioni, e la morte dell’operaio Tommaso Diafrate, travolto da un automezzo dei militi.

17 marzo 1949 – Terni
Luigi Trastulli

Nel corso di una manifestazione di protesta contro il Patto atlantico, le forze di polizia sparano uccidendo l’operaio delle Acciaierie Luigi Trastulli e ferendone altri 12.

4 aprile 1949 – Mazara d. Vallo (TP)
Francesco La Rosa

Viene strangolato nella locale caserma dei carabinieri il bracciante Francesco La Rosa, che era stato convocato per un interrogatorio.

19 aprile 1949 – Mazara Vallo (TP)
un contadino

Nel corso di una manifestazione di braccianti, la polizia apre il fuoco uccidendo un contadino.

17 maggio 1949 – Molinella (BO)
Maria Margotti

Nel corso di uno sciopero generale dei braccianti in Val Padana, è ferita da un colpo di fucile al braccio la socialista Adele Toschi e la mondina Maria Margotti viene falciata da una raffica di mitra, mentre altre 30 persone sono ferite.

3 giugno 1949 – Forlì
Jolanda Bertaccini

Nel corso dello sciopero alla Mangelli, le forze di polizia intervenute a difesa dei crumiri uccidono l’operaia Jolanda Bertaccini e feriscono il bracciante Antonio Magrini a colpi d’arma da fuoco.

12 giugno 1949 – S. G. Persic. (BO)
Loredano Bizzarri

Durante una manifestazione contadina alla tenuta Locatello, degli scioperanti vengono dispersi dalla Celere mentre cercano di convincere venti crumiri a smettere di falciare il fieno. Tuttavia una decina di scioperanti si ferma a parlamentare con essi e riesce a convincerli. A quel punto la Guardia Campestre Guido Cenecchi, che non è conosciuto e si è intrufolato tra il gruppo, estrae la rivoltella e la scarica sugli scioperanti. Viene ferito il contadino Amedeo Benuzzi e ucciso il bracciante Loredano Bizzarri.

12 giugno 1949 – Gambara (Brescia)
Marziano Girelli

Nel corso di uno sciopero di braccianti, un carabiniere fracassa la testa con una fucilata a Marziano Girelli, in quel momento solo e disarmato.

17 giugno 1949 – Min. Murge (BA)
Felice Magginelli

Nel corso di incidenti tra forze di polizia e braccianti, rimane ucciso l’agrario Felice Magginelli.

19 luglio 1949 – Bolzano
Gaifas

I carabinieri uccidono il pubblicista Gaifas, in circostanze non chiare.

26 agosto 1949 – Medigliano (PD)
Bruno Cameran

Nel corso di una manifestazione le forze di polizia aprono il fuoco uccidendo davanti alla lapide dei caduti il partigiano Bruno Cameran.

30 ottobre 1949 – Melissa (CZ)
Giovanni Zito, Francesco Nigro, Angelina Mauro

Nel corso dell’occupazione del feudo Fragalà, incolto, di proprietà del barone Berlingeri le forze di polizia aprono il fuoco sui contadini disarmati, uccidendo Giovanni Zito, Francesco Nigro, Angelina Mauro e provocando altri 16 feriti.

31 ottobre 1949 – Is. Caporizz. (CZ)
Matteo Aceto e un bracciante

La polizia apre il fuoco sui partecipanti ad una manifestazione di braccianti, uccidendo Matteo Aceto, organizzatore di occupazioni di terre. Un altro bracciante viene assassinato a Bondeno. Nel solo crotonese, sono stati occupati 6.000 ettari di terra e la lotta ha coinvolto migliaia di persone.

9 novembre 1949 – Crotone (CZ)
una donna

Nel corso di una manifestazione contadina, la polizia apre il fuoco uccidendo una donna.

29 novembre 1949 – Torremag. (FO)
Giuseppe La Medica, Antonio Lavacca e Giuseppina Faenza

Nel corso di un comizio di protesta per delle violenze verificatesi il giorno precedente a San Severo, le forze di polizia e i carabinieri caricano senza preavviso i partecipanti facendo anche uso di armi da fuoco, e uccidendo i braccianti Giuseppe La Medica e Antonio Lavacca, mentre la sarta Giuseppina Faenza muore a causa dello spavento; altri 10 i feriti.

29 novembre 1949 – Bagheria (PA)
Filippa Mollica Nardo

Nel corso di una manifestazione contadina, i carabinieri intervengono aprendo il fuoco e uccidendo la contadina Filippa Mollica Nardo.

14 dicembre 1949 – Montesc. (MT)
Michele Oliva e Giuseppe Novello

Nel corso di un rastrellamento alla ricerca dei responsabili di alcune occupazioni di terre, avvenute nei giorni precedenti, i carabinieri uccidono i braccianti Michele Oliva e Giuseppe Novello, mentre altri 5 rimangono feriti.

9 gennaio 1950 – Modena
Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti

Strage della polizia: i lavoratori del complesso siderurgico Orsi, dopo il licenziamento di 200 operai su 800 ed una serrata padronale di 40 giorni, si avvicinano ai cancelli nell’intento di riprendere il lavoro. Segue immediata una carica della polizia, mentre gli operai vengono mitragliati con fuoco incrociato da altri reparti appostati al di là dei cancelli: sono uccisi Angelo Appiani di 30 anni, Renzo Bersani di 21, Arturo Chiappelli di 43, Ennio Garagnani di 21, Arturo Malagoli di 21 e Roberto Rovatti di 36. Altri 51 operai rimangono feriti. Tra gli agenti 3 contusi.

14 febbraio 1950 – Seclì (Lecce)
Antonio Micali

Nel corso di una manifestazione di braccianti in sciopero, la polizia apre il fuoco, uccidendo Antonio Micali.

2 marzo 1950 – Petralia (Palermo)
2 manifestanti

Nel corso di una manifestazione di protesta, la polizia apre il fuoco sui dimostranti, uccidendone 2 e ferendone un terzo.

14 marzo 1950 – Porto Marghera (VE)
Nerone Piccolo e Virgilio Scala

Nel corso di una manifestazione di protesta contro i licenziamenti degli operai della Breda, le forze di polizia aprono il fuoco uccidendo Nerone Piccolo di 25 anni e Virgilio Scala di 33, e ferendo altri 5 lavoratori. Rinvenuti sul luogo della sparatoria 1 Kg. di bossoli di armi automatiche di grosso calibro.

17 marzo 1950 – Torino
Camillo Corino

Nel corso di una manifestazione antifascista, la polizia carica i partecipanti uccidendo il pensionato Camillo Corino, 51 anni.

21 marzo 1950 – Lentella (CH)
Nicola Mattia e Cosimo Maciocco

Nel corso di una manifestazione si arriva allo scontro e le forze di polizia uccidono Nicola Mattia e Cosimo Maciocco e ne feriscono altri 9.

22 marzo 1950 – Parma
Attila Alberti

Comizio di protesta per l’eccidio di Lentella nel corso dello sciopero generale indetto dalla Cgil. Le forze di polizia uccidono il disoccupato Attila Alberti, di 32 anni, e feriscono un centinaio di manifestanti.

22 marzo 1950 – Avezzano (AQ)
Francesco Laboni

Nel corso di una manifestazione di protesta per i fatti di Lentella, la polizia apre il fuoco sui dimostranti, uccidendo Francesco Laboni.

23 marzo 1950 – San Severo (FG)
Michele Di Nunzio

Una manifestazione antifascista viene sciolta dal brutale intervento delle forze di polizia che aprono il fuoco, uccidendo Michele Di Nunzio.

30 aprile 1950 – Celano (AQ)
Antonio Berardicuti, Agostino Parvis e Antonio D’Alessandro

Nel corso di una manifestazione di braccianti, dalla folla partono dei sassi, polizia e carabinieri prima sparano in aria e poi a terra, mentre dagli altri tre lati della piazza fascisti, Guardie Comunali e Giurate al servizio dei principi Torlonia sparano anche loro, uccidendo Antonio Berardicuti e Agostino Parvis, mentre altri 13 dimostranti vengono feriti. Il comunista Antonio D’Alessandro viene ucciso, nelle medesime circostanze, da fiancheggiatori delle forze di polizia al servizio degli agrari.

10 agosto 1950 – Gibellina (TP)
Salvatore Garracci

Tre agenti prelevano nel primo pomeriggio il contadino Salvatore Garracci che viene condotto in una caserma del Cfrb e muore sotto le torture. La versione ufficiale parla di collasso cardiaco.

17 gennaio 1951 – Adrano (CT)
Girolamo Rosano e una donna

La polizia apre il fuoco sui militanti di sinistra che protestano contro la venuta in Italia del generale Ridgway, uccidendo a fucilate Girolamo Rosano, bracciante 19enne, e ferendo altre 11 persone fra i quali, gravissimo, il 16enne Francesco Greco. Una donna muore per attacco cardiaco, poco dopo la sparatoria.

18 gennaio 1951 – Comacchio (RA)
Antonio Fantinuoli

Una manifestazione di protesta contro la venuta in Italia del generale Ridgway, contro la Nato e per le precarie condizioni dei braccianti agricoli, viene stroncata dalle forze di polizia con estrema violenza e l’uso di armi da fuoco. Nella carica, ordinata verso mezzogiorno dai carabinieri, all’incrocio fra corso Garibaldi e via Bonnet, rimane ucciso il bracciante Antonio Fantinuoli di 61 anni, decine i feriti fra i quali gravemente Gaetano Farinelli e il 17enne Eros Bonazza.

18 gennaio 1951 – Piana Alban. (PA)
Damiano Lo Greco

I manifestanti che protestano contro la visita del generale Ridgway vengono caricati dai carabinieri con bombe lacrimogene. I dimostranti riescono a spegnerle e continuano la protesta. Il maresciallo dei carabinieri, a questo punto, ordina il fuoco e un milite spara con un colpo di moschetto al bracciante Damiano Lo Greco, padre di 4 figli che, portato in ospedale, muore qualche ora dopo.

19 marzo 1952 – Villa Literno (CE)
Luigi Noviello

Nel corso di una manifestazione contadina indetta per protestare contro le ingiuste assegnazioni delle terre già dell’Opera nazionale combattenti, le forze di polizia caricano e uccidono Luigi Noviello, padre di 8 figli, feriscono gravemente Armando Vitiello e provocano diversi contusi.

7 maggio 1952 – Villamarzana (RO)
Giovanni Sicchieri

Una riunione indetta all’interno di una palestra per discutere la richiesta di lavori di sistemazione nelle zone disastrate e protestare contro la decisione prefettizia di ridurre l’assistenza, viene dispersa dalla polizia che fa irruzione nel locale malmenando i presenti e fermando 11 persone, fra le quali il vice sindaco comunista Paiola e il dirigente della locale Coldiretti, Munari. Per lo spavento, muore in seguito a un attacco cardiaco Giovanni Sicchieri.

30 marzo 1953 – Bitonto
Francesco Ricci

Durante la protesta nazionale contro la “legge truffa”, la polizia, caricando i manifestanti, colpisce a morte Francesco Ricci di 57 anni, che morirà alcuni giorni dopo.

5 novembre 1953 – Trieste
Pietro Addobbati e Antonio Zavadil

La polizia anglo-americana spara sui manifestanti a favore del ritorno della città all’Italia, uccidendo lo studente di 16 anni Pietro Addobbati e il lavoratore Antonio Zavadil, e ferendo oltre 100 persone di cui uno, Domenico Scoroglia, gravemente. Il fuoco viene aperto davanti alla chiesa di S. Antonio, con inseguimento dei dimostranti anche all’interno del tempio dove si erano rifugiati per trovare scampo.

7 novembre 1953 – Trieste
Saverio Montano, Erminio Bassa, Francesco Paglia e Leonardo Manzi

La polizia delle truppe di occupazione apre ancora il fuoco sui dimostranti uccidendo Saverio Montano, Erminio Bassa, Francesco Paglia e Leonardo Manzi di 15 anni, e ferendo altre 80 persone. I dati ufficiali parlano di 6 morti e 82 feriti fra i dimostranti, 79 feriti fra i poliziotti e di 55 fermati come bilancio delle due giornate.

16 febbraio 1954 – Milano
Ernesto Leoni

Nel corso di una manifestazione dei lavoratori dell’Om, le forze di polizia, capeggiate dal commissario Allitto, aprono il fuoco in piazza Sant’Ambrogio, mentre una delegazione di lavoratori attende di essere ricevuta dalla presidenza dell’azienda, uccidendo l’operaio Ernesto Leoni (secondo alcune fonti finito a manganellate) e abbandonandosi ad aggressioni brutali, con l’inseguimento degli operai fin dentro la basilica.

17 febbraio 1954 – Mussumeli (CL)
Onofria Pellicceri, Giuseppina Valenza, Vincenza Messina e Giuseppe Cappalonga

Nel corso di una manifestazione popolare di protesta per la cronica mancanza di acqua potabile e la pretesa dell’Ente acquedotti di riscuotere comunque le bollette, le forze di polizia aprono il fuoco sulla folla davanti al Municipio, uccidendo Onofria Pellicceri, Giuseppina Valenza, Vincenza Messina e Giuseppe Cappalonga di 16 anni. Fra i numerosi feriti, 9 sono gravi e fra loro un bambino di 7 anni, Baldassare Mistretta.

17 febbraio 1954 – Barrafranca (EN)
un bambino

I carabinieri sparano contro i partecipanti ad una manifestazione contadina, uccidendo un bambino di 5 anni.

4 febbraio 1956 – Venosa (PZ)
Rocco Girasole

Sciopero alla rovescia dei braccianti di fronte al rifiuto delle autorità di iniziare i lavori per le opere pubbliche nei comuni di Vulture: forze di polizia e carabinieri aprono il fuoco sui dimostranti, uccidendo Rocco Girasole.

7 febbraio 1956 – Andria (BA)
Domenico Ruotolo

La polizia apre il fuoco su una manifestazione di braccianti per il lavoro, uccidendo Domenico Ruotolo e ferendone vari altri.

20 febbraio 1956 – Comiso (RG)
Paolo Vitale e Cosimo De Luca

Un’assemblea di braccianti che protestano per la mancanza di lavoro viene assalita dai carabinieri, che uccidono i contadini Paolo Vitale e Cosimo De Luca.

14 marzo 1956 – Barletta (BA)
Giuseppe Di Corato, Giuseppe Spadaro e Giuseppe Lojodice

Manifestazione di circa 4.000 donne e braccianti disoccupati che vorrebbero un’immediata e non discriminatoria distribuzione dei pacchi di viveri ed indumenti, già promessi dalla Pontificia opera di assistenza, giacenti nei suoi depositi. La polizia attacca il corteo che si dirige verso i depositi e spara: tre uccisi, i braccianti agricoli disoccupati Giuseppe Di Corato, Giuseppe Spadaro e l’operaio cavatufi Giuseppe Lojodice, e ferendo gravemente altri 6.

9 settembre 1957 – San Donaci (BR)
Luciano Valentini, Mario Celò e Antonio Carignano

Nel corso di una manifestazione di viticultori, la reazione di un gruppo di giovani all’arresto di una donna provoca la spropositata reazione della polizia che apre il fuoco, uccidendo Luciano Valentini, Mario Celò e Antonio Carignano.

30 ottobre 1959 – Spoleto (PG)
Arcangelo Fiorelli

Una manifestazione di protesta per la chiusura del cotonificio Cerli è caricata dalle forze di polizia che lanciano candelotti lacrimogeni, il fumo dei quali provoca la morte dell’operaio Arcangelo Fiorelli che, arrampicato su un palo della luce per ragioni di lavoro, precipita al suolo.

I morti di Reggio Emilia – I morti del luglio 1960

11 maggio 1961- Sarnico (BS)
Mario Savoldi

Manifestazione di protesta degli operai della locale manifattura. I carabinieri intervengono e uccidono a colpi d’arma da fuoco l’operaio disoccupato Mario Savoldi, del tutto estraneo alla manifestazione.

28 maggio 1962 – Ceccano (FR)
Luigi Mastrogiacomo

Gli operai del saponificio Scala sono in sciopero da 34 giorni per aumenti salariali. Manifestano per il mancato accoglimento delle richieste e per l’illegale assunzione di sei operai con funzione di crumiraggio. I carabinieri aggrediscono il corteo e sparano. Viene ucciso l’operaio Luigi Mastrogiacomo.

27 ottobre 1962 – Milano: Giovanni Ardizzone

27 aprile 1966 – Roma: Paolo Rossi

12 settembre 1968 – Lodé (NU)
Vittorio Giua

Nel corso di una manifestazione i carabinieri intervengono aprendo il fuoco sui dimostranti e uccidendo l’operaio Vittorio Giua.

I morti di Avola, 2 dicembre 1968

31 dicembre 1968 – Viareggio (LU)
Soriano Ceccanti

Movimento studentesco e Potere operaio di Pisa organizzano una manifestazione di protesta davanti alla Bussola delle Focette, dove si svolge il famoso e miliardario veglione di Capodanno. Centosessanta giovani lanciano frutta e ortaggi vari. Avviene una carica di carabinieri con esplosione di colpi d’arma da fuoco. I manifestanti fanno barricate ma le cariche e i colpi si susseguono. Viene colpito alla schiena Soriano Ceccanti, di 17 anni, che non muore ma resterà paralizzato. Altri due feriti e decine di arresti.

27 febbraio 1969 – Roma: Domenico Congedo

9 aprile 1969 – Battipaglia (SA)
Carmine Citro e Teresa Ricciardi

Sciopero contro la minacciata chiusura del tabacchificio locale, unico stabilimento industriale della città. Migliaia di agenti occupano la città, caricano i manifestanti e sparano uccidendo il tipografo Carmine Citro di 19 anni e Teresa Ricciardi di 30 anni, insegnante in una scuola media di Eboli, colpita mentre era alla finestra di casa propria.

27 ottobre 1969 – Pisa: Cesare Pardini

12 dicembre 1969: Strage di Piazza Fontana (Milano)

15 dicembre 1969 – Milano: Giuseppe Pinelli

15 luglio 1970 – Reggio Calabria: Bruno Labate

16 settembre 1970 Palermo: Mauro De Mauro

17 settembre 1970 – Reggio Calabria: Angelo Campanella

26 settembre 1970 – Roma: Giovanni Arico’, Angelo Casile, Luigi Lo Celso, Franco Scordo, Annelise Borth

12 dicembre 1970 – Milano: Saverio Saltarelli

2 febbraio 1971 – Foggia
Domenico Centola

Nel corso di uno sciopero la polizia apre il fuoco uccidendo il bracciante Domenico Centola.

4 febbraio 1971 – Catanzaro: Giuseppe Malacaria

3 giugno 1971 – Milano
Massimiliano Ferretti

Quattromila agenti sgomberano le case occupate di via Tibaldi sparando un alto numero di candelotti lacrimogeni. A causa di ciò muore un bambino di sette mesi, Massimiliano Ferretti, malato di cuore e affetto di bronchite.

13 giugno 1971 – Palermo
Michele Guareschi

Un attivista del Partito repubblicano, Michele Guareschi di 32 anni, viene ucciso con un colpo di pistola da un agente di p.s. perché sorpreso ad affiggere manifesti elettorali dopo il termine consentito.

22 settembre 1971 – Reggio Calabria
Carmelo Jaconis

Le forze dell’ordine caricano i dimostranti e feriscono al torace con un candelotto lacrimogeno il quattordicenne Carmelo Silio e uccidono Carmelo Jaconis, colpito al cuore da un colpo di rivoltella.

11 marzo 1972 – Milano
Giuseppe Tavecchio

Manifestazione della sinistra extraparlamentare in occasione del processo a Pietro Valpreda, l’anarchico accusato della strage di Stato. La manifestazione è vietata e avvengono scontri con la polizia. Un candelotto lacrimogeno, sparato ad altezza d’uomo dalla polizia, colpisce in faccia e uccide il pensionato Giuseppe Tavecchio.
Per l’uccisione di Giuseppe Tavecchio verrà incriminato per “omicidio colposo” il capitano di p.s. Dario Del Medico, condannato in primo grado e, infine, assolto in appello perché “il fatto non costituisce reato”.

5 maggio 1972 – Pisa: Franco Serantini

31 maggio 1972: Strage di Peteano

25 agosto 1972 – Parma: Mario (Mariano) Lupo

23 gennaio 1973 – Milano: Roberto Franceschi

17 maggio 1973: Milano, strage di via Fatebenefratelli – Questura di Milano

aprile 1974/maggio1975: stragi e tentate stragi nel Savonese

28 maggio 1974: Strage di Piazza della Loggia (Brescia)

4 agosto 1974: Strage dell’Italicus

8 settembre 1974 – Roma: Fabrizio Ceruso

20 ottobre 1974 – Lamezia Terme: Adelchi Argada

11 dicembre 1974 – Roma
Zunno Minotti

La polizia carica un corteo di invalidi di guerra e uccide Zunno Minotti di 63 anni, altri 14 invalidi devono essere ricoverati per le ferite riportate. Su uno dei cartelli dei manifestanti c’era scritto: “Signori del governo, scusate se non siamo ancora morti”.

16 e 17 aprile 1975 – Milano: Claudio Varalli e Giannino Zibecchi

17 aprile 1975 – Torino: Tonino Miccichè

19 aprile 1975 – Firenze
Rodolfo Boschi

Una manifestazione antifascista organizzata dall’Anpi è attaccata dalla polizia con l’uso di armi da fuoco. Un agente di p.s., Orazio Basile, uccide Rodolfo Boschi e ferisce Panichi, manifestante, che si era avvicinato con una pistola in pugno.
Omicidio Boschi: al processo che ne è seguito, l’agente di p.s. è stato condannato a 8 mesi con la condizionale per “eccesso colposo di legittima difesa”; 10 anni di reclusione sono inflitti a Panichi imputato di reati minori.

17 maggio 1975 – Napoli
Gennaro Costantino

I disoccupati occupano gli uffici anagrafici del comune in piazza Dante. Interviene la Celere e in uno dei caroselli una jeep investe e uccide il pensionato Gennaro Costantino, di 65 anni.
Per i fatti del 17 maggio a Napoli, la polizia sostiene che il mezzo era privo di conducente il quale sarebbe stato sbalzato dal posto di guida in seguito a sbandamento. Numerosi sono gli arrestati fra i dimostranti, che si sono difesi con sassaiole, impegnando la polizia in scontri.

25 maggio 1975 – Milano: Alberto Brasili

12 giugno 1975 – Reggio Emilia: Alceste Campanile

1 novembre 1975 – Ostia: Pier Paolo Pasolini

22 novembre 1975 – Roma: Pietro Bruno

15 marzo 1976 – Roma: Mario Marotta

7 aprile 1976 – Roma: Mario Salvi

27 aprile 1976 – Milano: Gaetano Amoroso

28 maggio 1976 – Sezze Romano: Luigi Di Rosa

11 marzo 1977 – Bologna: Pier Francesco Lorusso

12 maggio 1977 – Roma: Giorgiana Masi

30 settembre 1977 – Roma: Walter Rossi

28 novembre 1977 – Bari: Benedetto Petrone

28 febbraio 1978 – Roma: Roberto Scialabba

18 marzo 1978 – Milano: Fausto Tinelli e Lorenzo Iannuzzi

8 maggio 1978 – Cinisi (PA): Giuseppe “Peppino” Impastato

19 settembre 1978 – Roma: Ivo Zini

30 settembre 1978 – Napoli: Claudio Miccoli

20 aprile 1979 – Roma: Ciro Principessa

22 febbraio 1980 – Roma: Valerio Verbano

27 giugno 1980: Strage di Ustica

2 agosto 1980: Strage di Bologna

5 gennaio 1984 – Catania: Giuseppe “Pippo” Fava

23 dicembre 1984: Strage del Rapido 904

23 febbraio 1986 – Milano: Luca Rossi

26 settembre 1988 – Trapani: Mauro Rostagno

6 dicembre 1990: Strage dell’Istituto Salvemini – Casalecchio di Reno

19 maggio 1991 – Roma: Auro Bruni

27 maggio 1993: Strage di Via dei Georgofili (Firenze)

20 marzo 1994 – Mogadiscio: Ilaria Alpi

20 marzo 1999 – Matera
Raffaele Angelo De Palo, detto Lino

A Matera, muore nel reparto otorinolaringoiatria dell’ospedale civile Raffaele Angelo De Palo, detto Lino, fornaio di 31 anni, che portato in Questura per motivi futili (era accusato di infastidire i passanti) avrebbe aggredito un ispettore di Ps, restando gravemente ferito, secondo la versione ufficiale, nella colluttazione che ne è seguita. Il questore Eugenio Introcaso ha parlato di “tragica fatalità”, mentre il sostituto procuratore della repubblica Eva Toscani ha aperto l’inchiesta di rito. Questa si concluderà nel 2001 con la condanna dell’ispettore di Ps Francesco Ambrosino a 5 anni e 4 mesi di reclusione, con i benefici di legge, per omicidio preterintenzionale.

16 aprile 2000 – Gallarate – Ion Cazacu

17 marzo 2001: i fatti di Napoli

20 luglio 2001 – Genova: Carlo Giuliani

20 e 21 luglio 2001 – I fatti di Genova

16 marzo 2003 – Milano: Davide “Dax” Cesare

18 giugno 2005: i fatti di Torino

25 settembre 2005 – Ferrara: Federico Aldrovandi

27 ottobre 2005 – Trieste: Riccardo Rasman

11 marzo 2006: i fatti di Milano

29 marzo 2006- Como: Rumesh Rajgama Achrige

22 giugno 2006 – Quartu: Giuseppe Casu

28 agosto 2006 – Roma: Renato Biagetti

4 agosto 2009 – Salerno:Francesco Mastrogiovanni

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Una nota finale per quelle tematiche che presentano casi collettivi impossibili da ordinare cronologicamente:

Associazione ANAVAFAF

COGEMIL

morti sul lavoro

morti nelle carceri

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