“PAROLE” Angela Rita Iolli

“Che le parole dessero luogo a qualcosa, che potessero far muovere o arrestare qualcuno, farlo ridere o piangere: già da bambino aveva trovato la cosa enigmatica e non aveva mai cessato di impressionarlo. Come ci riuscivano? Non era una sorta di magia?”

 

Le ascolti e ti incanti, non importa dove, non importa quando, non importa come, sono lì a suscitare emozioni e passioni, ad accompagnare le giornate storte e quelle buone, a ridare serenità oppure preoccupazione. Sono parole, sono ombre attaccate, che accompagnano la nostra vita e camminano per strade lastricate di vicoli e di incontri, dove lasciarle sfogare.

 

Parole, quando si vorrebbe che il vento ne catturasse la lontananza, dove solo l’eco può essere ascoltata quando i muri si sono trasformati in tante insonorità rinchiuse nel loro ostinato mutismo. Parole prigioniere in ogni luogo, dove ritrovarle come per magìa, in quel posto che appartiene singolarmente ad ognuno di noi, in cui restare in ascolto.

 

Tirate fuori da un cilindro, da una bottiglia, rinchiuse dentro ad una poesia o ad una dedica, amanti di qualsiasi scrittura, avventure in prosa per dirsi qualcosa d’importante. Parole lascate al movimento di una clessidra quando non c’è più tempo di pronunciarle, simili a quella sabbia che conta le ore e insensibile ai loro richiami non conosce ostacoli.

 

Parole che accarezzano labbra capaci di incorniciarle in quadri d’autore, dove ammirarli con occhio critico, ma interessato. Parole appoggiate su una spalla, dove lasciarsi andare in quei momenti di travestita stanchezza, dove il buio sembra l’unico amico in grado di aiutarti. Parole che gridano il loro dolore, la loro ostinata solitudine, il loro folle amore, fermandosi davanti porte, dove solo le speranze hanno il potere di lasciarle socchiuse.

 

Parole vestite di brividi, da accapponare la pelle, nessuna stufa che può dare conforto e calore. Parole da abbattere i muri, quando i mattoni sono cartapesta da attraversare. Parole che fanno male, che fanno chiudere cuori e serrature, non c’è più posto ma solo cartelli con scritto non disturbare. Parole da coinvolgere il mondo, mentre abbracci e mani adoranti sembrano avvolgerlo in quel senso di protezione che a molti farebbe paura.

 

Parole rassicuranti da scaldare davanti camini in quei freddi inverni dove osservare, dietro finestre dai vetri appannati, il lento movimento della neve. Soffice e leggiadra, come una ballerina sulle punte in cerca della sua fortuna.

 

Con un vecchio carillon a far da musica di sottofondo, quando basta uno sguardo e la luce in iridi dai diversi colori per dimenticare le parole e sussurrare al mondo la propria felicità. ”Se è così, se possiamo vivere solo una piccola parte di quanto è in noi, che ne è del resto?”.

Angela Rita Iolli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...