IL CORRIDOIO DEI PASSI PERDUTI di Angela Rita Iolli

Il Corridoio dei Passi Perduti di Angela Rita Iolli

 

Vedo attorno a me uomini spenti, figure sbiadite che attendono la loro fine, indifferenti, senza difendersi. Persone che percorrono lievi la loro strada, come sospesi nel nulla, tutti tesi ad accumulare ciò che, poi, lasceranno sulla terra, ignari di un vuoto destino. Li vedi camminare lungo un corridoio dove i passi non si contano più, sono andati perduti. Persino le loro ombre si sono staccate da muri pericolanti, pieni di calcinacci, non avendo più nulla da dire, se non prendere strade diverse. Non è servito a niente patteggiare con il male, assicurandosi un’esistenza dove tormento ed estasi la fanno da padrone. E Mefistofele a guardare divertito i novelli Faust e Dorian Gray e la loro perdizione senza via d’uscita. Ad assaporare il suo trionfo, il suo inganno sopraffino, il nulla in contraccambio. Pare di sentirla la sua risata beffarda, traditrice, un sorriso terrificante. E quella discesa agli inferi, dove Caronte non accetta più oboli per traghettare anime irriconoscibili e dannate per sempre. Unico ricordo la bellezza che fu, un tempo di emozioni e sensazioni rimpiante. E quel corridoio a contare i passi senza che le orme lascino il segno perchè del loro cammino non resterà traccia. Facce sconvolte li guarderanno passare, sono fantasmi, sono ombra, sono ciò che il male ha disposto per loro. Un grido flebile si ode nella notte, simile a quella che nel deserto appare buia e fredda come la morte. Nessuno lo ascolterà e nessuna porta si aprirà per accoglierla, sembra di vivere un sogno, ma i sogni dovrebbero garantirci sempre il lieto fine e non la paura fottuta di fallire. Ed ecco ritornare il patto scellerato, quell’aggrapparsi all’inutilità di una promessa, che serve solo ad abbruttire, a renderci schiavi di passioni inespresse davanti a specchi rotti che deformano la nostra immagine. E Mefistofele ancora a ridere con il suo sguardo luciferino di quelle povere maschere, figlie di un copione e di una sceneggiatura maledetti. Povere marionette ridicolizzate da fili diretti dall’ennesimo Mangiafuoco. Senza trucco, senza recita a soggetto,senza personaggi in cerca d’autore, un vortice ad avvolgere speranze e voglie di ripensamento. Solo muri davanti e quel corridoio asettico, marmoreo, terribile, dove si aggirano uomini irriconoscibili e si è perso il conto dei passi. Le orme hanno smesso di lasciare impronte in quel corridoio di passi perduti. 
I demoni della mente hanno preso oramai il sopravvento.

Angela Rita Iolli

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One comment

  1. Grazie Angela! E’ un vero onore per me vederti scrivere su questa parete che porta il mio nome, adesso accanto al tuo…Cara amica di vita, di valori, di parole che sono il suono di profondità esplorate e sofferte, e che – per questo – non sono transeunti come tutto il resto. Sal

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