Nocturne K123 di SALVATORE MARESCA SERRA

 

E’ raccomandato l’ascolto del video in cuffia per non perdere l’alta qualità della registrazione in diretta!

Chi vuole effettuare il download libero del video in tutti i formati, può farlo su   http://gallery.me.com/serrasalvatore

 

Il Notturno K123 – Piano Improvisation –  è parte di una raccolta di Sonate per solo Pianoforte del Maestro, eseguite nel 2007 utilizzando uno fra i pianoforti più belli al mondo: il Bösendorfer edizione limitata “Mozart”. Ne esistono solo 27 in tutto il mondo. Il suo suono è maestoso, pieno, dolce ed espressivo. Inoltre, la sua voce è cupa e corposa a causa della natura dei suoi legni pregiati, differenti da altre grandi case, come tutti gli appassionati della materia sanno. Creato dalle mani di abilissimi artigiani e pensato per la musica classica dei grandi autori – il Mozart -, è forse la prima volta che risuona magicamente delle note di un compositore contemporaneo. Il Maestro Maresca Serra lo ha dedicato alla creazione pura: affatto tutte le Sonate sono state create in diretta, con una capacità e peculiarità uniche di “improvvisare” il tutto. Sedersi al pianoforte e suonare, come appare da alcune slides presenti nel video. E’ ormai da anni che il Maestro spiega a tanti che lo intervistano la Sua personalissima visione della creatività, fondata sulla concentrazione profonda del pensiero. Improvvisare – verbo dei più grandi jazzisti mondiali nella storia – è, per Lui, vivere ogni emozione e sentimento nel tempo reale. Portando alla luce nell’esecuzione di una musica, che potrete ascoltare “nascere” nella Vostra mente, l’emozione che la genera nel compositore. Un’esperienza unica, più che rara, nel panorama pianistico classico. Dove è la Partitura a dominare – col suo impianto architettonico – le esecuzioni dei pianisti. E mettendoli al riparo da tutto il rischio connaturato a tale procedura. Qui, di contro, siamo di fronte ad un naturale talento della composizione e dell’esecuzione. Come essere trapezisti senza rete. Nocturne K123 è fortemente caratterizzato da modulazioni imprevedibili, i cambi repentini di tonalità trasportano l’ascoltatore in un percorso drammatico e travolgente, che alterna momenti di profondo rapimento dei crescendi a dolcissimi passaggi, dove la rarefazione degli spazi costruttivi, e semantici, del brano gli conferiscono la sua natura post-moderna peculiare. Dove risuona tutta la tradizione classica, pur mantenendo la sua totale originalità e autonomia creativa, e una ispirazione che trae la sua forza dall’indipendenza dell’Autore. Elemento – quest’ultimo – che connota tutto il percorso artistico di Salvatore Maresca Serra, facendone un genio contemporaneo della Musica, indiscutibilmente. Un grande innovatore il cui valore verrà forse apprezzato pienamente solo nel tempo a venire.

Riportiamo di seguito alcune notizie fondamentali per conoscere la storia di questi strumenti unici della casa Bösendorfer.

Storia

La Bösendorfer, una delle più antiche fabbriche di pianoforti ancora in attività, fu fondata da Ignaz Bösendorfer nel 1828. Fin dai primi anni si mise in luce per la produzione di strumenti musicali di alta qualità; nel 1830 per questo motivo ottenne il ruolo di costruttore ufficiale di pianoforti dell’Imperatore d’Austria. Il figlio di Ignaz, Ludwig Bösendorfer (15 aprile, 18359 maggio, 1919) sostituì il padre alla guida dell’azienda nel 1859 e un anno dopo stabilì la sede della fabbrica in nuovi edifici. Tra il 1872 e la sua chiusura, nel 1913, la Bösendorfer-Saal (Auditorium Bösendorfer) fu una delle sale da concerto più frequentate di Vienna. Nel 1909 la fabbrica venne acquistata da Carl Hutterstrasser, succeduto alla sua morte, avvenuta nel 1931, dai figli Alexander e Wolfgang. Nel 1966 la Bösendorfer venne acquistata dalla Jasper Corporation (in seguito rinominata in Kimball International) e ritornò in mani austriache solo nel 2002, quando fu acquistata dal Gruppo BAWAG PSK.  La BAWAG a sua volta acconsentì alla vendita della fabbrica alla Yamaha il 20 dicembre 2007 e le due compagnie si sono unite ufficialmente nel 2008.

 

Caratteristiche

 

Un pianoforte Bösendorfer

La Bösendorfer fu la prima azienda a costruire pianoforti con estensione maggiore dei canonici 88 tasti, prima con il modello Imperial Grand (Model 290), da 97 tasti, successivamente con il Model 225, che ne ha 92. Le note aggiuntive, tutte nella parte bassa della tastiera, erano originariamente nascoste da un pannello mobile finalizzato a evitare pressioni accidentali dei tasti durante l’esecuzione; i modelli più recenti sono privi di questa caratteristica, e hanno semplicemente adottato una coloratura in nero invece del classico bianco per differenziarli dagli 88 tasti standard. Il suono dei pianoforti Bösendorfer è solitamente descritto come più cupo o ricco di armonici rispetto al suono dei concorrenti Steinway o Yamaha, ritenuti pianoforti dal suono più puro ma meno corposo. Sul modello Imperiale, queste caratteristiche qualità tonali derivano in parte dall’inclusione di 9 note basse aggiuntive. Queste furono inizialmente implementate onde permettere l’esecuzione di alcune trascrizioni di Busoni dei lavori per organo di Johann Sebastian Bach che richiedevano le canne da 32′ (solitamente suonate con la pedaliera dell’organo). Siccome pochissima musica richiede l’uso diretto delle corde in più, queste contribuiscono indirettamente al timbro del pianoforte: quando le altre corde vengono messe in vibrazione, anche quelle dei bassi suonano per risonanza. Inoltre le note basse dei Bösendorfer hanno un suono molto potente, aggiungendo volume al timbro del pianoforte. L’ultimo nato dei prodotti Bösendorfer è CEUS – un pianoforte a coda controllato da un computer. L’apparecchiatura necessaria può essere installata sulla maggior parte dei pianoforti Bösendorfer, permettendo la registrazione in tempo reale dei pezzi eseguiti.

 

Modelli

La Bösendorfer costruisce sette modelli di pianoforte a coda (da 170 a 298cm) e un pianoforte verticale da 130 cm. Il modello Imperiale da 298 cm è uno dei più grandi pianoforti esistenti. Il fasciame di un Bösendorfer è piuttosto differente da quello degli altri pianoforti. Al posto di legname curvato attorno a una sagoma, esso è costituito da sezioni solide di abete rosso incollate assieme. L’abete rosso ha una trasmissione del suono migliore della sua riflessione. Questo forse è il motivo per cui i Bösendorfer tendono ad avere degli acuti delicati e dei bassi che evidenziano più la tonica fondamentale rispetto agli armonici. Ci sono altre due caratteristiche dei Bösendorfer che sono utilizzate solo da pochi altri costruttori di pianoforti. La prima è la barra capotasto rimovibile solo negli acuti, che semplifica la ricostruzione dello strumento. La seconda è la presenza di corde singole e non accoppiate, caratteristica questa che migliora la stabilità dell’accordatura, e riduce i danni in caso di rottura di una corda.

SMS Music 

Janet Zawinull

 

 

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