E’ questo segno

fontana_-attesa

 

 

 

E’ questo segno, muto e lacerato,

antico eppure nascente,

urlante sotto la pelle risarcita dai giorni

tutto il suo dolore e la sua gioia.

 

E’ questo segno,

tormentato dalle lunghe orazioni,

e scarno di peccato,

debitore e creditore della tua grazia.

 

Ignoto a se stesso e ignaro.

Scavato dall’essenza del suo nulla.

Operoso, instancabile, tremendo:

che fissa il mio sguardo senza pietà alcuna.

 

E senza alcun rancore.

Che mi ricorda il nome ignoto delle cose,

le vanità perdute nel gioco,

le saggezze noiose degli adulti.

 

E’ lui, questo Prometeo,

ladro di fuochi che brillarono,

solo nell’ore dell’attesa.

Quando invecchiai sognando d’essere ancora feto.

 

E’ questo segno,

che pullula d’immortali finzioni,

di nomi che rubai al destino,

di storie sofferte e gioite che mai vissi.

 

In fondo a quella strada,

asfaltata di derisioni

e percorsa da mille ruote,

e così, battuta da mille meretrici che vissero in me.

 

Salvatore Maresca Serra, Roma 1990

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