DENTRO DI ME di Alessia Cristiani

Alessia Cristiani

 

DENTRO DI ME

Tu. 
Ancora una volta dentro di me, 
come se fosse la prima. 
Una prima ancor più viva,
una prima più intima dell’ultima,
una prima a cui non è concessa tregua. 

Tremo nuovamente. 
Accosto la mia schiena al tuo ventre,
lascio che tu mi stringa.
Questa notte ti chiamo “amore mio”
Voglio ancora…

Come fosse un dolce segreto,
respiro i tuoi respiri,
ti sorrido,
ti cerco nel buio,
stringo i tuoi profumi…
Incredula assurdità!
Ma io riesco a farlo davvero…

La mia carne si abbandona al tuo tocco,
misterioso, prima…
leggero, ancor prima…
ardente, ora…
istintivo, ancora…
Ti arrendi dolcemente alla mia bocca.

Socchiudo le labbra,
soffio su te il mio famelico istinto,
ti bagno di me,
ti regalo la mia gola,
la mia passione,
la mia sensualità,
le mie sorprese,
le mie sensazioni,
lasciale… lasciale ancora…
lasciale vociare dentro di te.

Sentimi… Voglio ancora… 
Questa notte ti chiamo “amore mio”.
Voglio ancora. Questa notte…
Tu. Dentro di me,
come parole dentro ad una poesia,
disegni dentro a un quadro,
note in una melodia. 

Divorami ancora. 

 

Alessia Cristiani

Pubblicato in:  on 24 Giugno 2009 at 11:56 pm Commenti (6)
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EROS e LETTERATURA di Alessia Cristiani

Alessia Cristiani

 

A BREVE POESIE E RACCONTI EROTICI DI ALESSIA CRISTIANI.

NON PERDETE QUESTO APPUNTAMENTO CON LA LETTERATURA.

 

Questa notte ti chiamo “amore mio”.
Voglio ancora. Questa notte…
Tu. Dentro di me,
come parole dentro ad una poesia,
disegni dentro a un quadro,
note in una melodia. 

Da DENTRO DI ME 

 

Sono incastrata in una tela fatta di miele e cioccolata.
I fili sono infiniti, mi si appiccicano addosso, ma dolci da leccarsi i baffi.
I fili sono infiniti, confusi, ma uno solo ne riconosco.
Lo stringo al seno, lo aggomitolo e mi bagno del suo sapore,
poi lo lascio scivolare “quel filo”
Vado avanti.

Da LA MIA TELA

 

Chi è di scena?
Buio… Sipario… Ancora un passo…
Silenzio.
Lento e sensuale quel raggio di luce, 
accarezza tutto il mio corpo.
Dolce la melodia che inebria i miei sensi.
Tutto infiamma le mie guance.
Il ventre freme,
il mio sesso sprigiona palpiti continui.
Quel raggio mi cavalca.
Ricompare, come ogni sera, a fecondarmi.

Da PALCOSCENICO

 

D’un tratto sentii il rumore della porta. Girai la testa come a voler percepire la presenza di qualcuno. Nessuno. Tornai nella mia tormentata posizione. Poi… così come un’onda si schianta sugli scogli… le mani di qualcuno mi travolsero d’improvviso. Il respiro si bloccò. Non ebbi il coraggio di parlare. Chiusi gli occhi e lasciai che quelle mani danzassero sulle mie gambe, sotto al gonnellino, fino a sentirle sui glutei. E ancora… la sua bocca, i suoi denti, la sua lingua. Bagnata della sua saliva, conturbata da quel profumo, volli aprire gli occhi. Girai nuovamente la testa. Mi bloccò con forza. Mi spinse di nuovo contro l’armadietto. Di spalle ancora. La sua mano destra sui miei occhi come a bendarmi, il suo ginocchio tra le mie cosce e quel movimento del corpo verso di me, come a volermi entrare dentro da dietro. Ecco… Un bicchiere d’acqua nel deserto, il suo braccio intorno alla mia vita e la sua mano a strapparmi con audacia le mutandine. La trovai davvero desiderosa e piena di fantasia. Forse un po’ troppo maschile nel toccarmi, ma pur sempre magnifica.

- Hai voglia di sentire…
- Più di ciò che sento ora cosa esiste…
- Qualcosa che ti può davvero far godere… 

Da LEZIONE DI FLAMENCO

 

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