LA TERRA DEI SOGNI
Abbiamo lasciato indifferente la terra dei sogni
cucendo una meccanica agonia dei sensi,
una cara toppa all’abito della festa
da cui il nostro corpo ormai lacero un tempo mostrava nudo
la pelle atea, ma poi ogni ignudo è stato vestito,
e niente si è più consumato,
la vista si è spenta smarrendosi
e lasciando spazio al buio della vita.
Al dolore abbiamo preferito la coscienza
e alla gioia dell’idiota abbiamo mozzato la lingua
così che non dicesse mai più il nome della vita,
e siamo scivolati verso la fine
senza più temere di non farcela,
noi, ragni laboriosi, eroi vecchi e stanchi di una guerra vinta e perduta,
e tante volte dimenticata
quante sono le ore di un giorno utile al mondo.
Nella bella tela abbiamo catturato solo rimpianti,
il nostro corpo si è nutrito fino a scoppiare,
e cosa abbiamo concluso, se non un viaggio nel vuoto.
Se il mondo è infame la medaglia che ci appuntammo sul petto
ne è l’esatta misura,
e a quelli di noi che coltivarono il campo a mezzodì
col fiume inesausto del sangue
resta indelebile il miasma della nostra guerra, attaccato addosso come marchio.
E’ così che fummo uomini
con la paura di amare:
con l’osso del vicino facemmo banchetto e clava,
con la sua prole affilammo il coltello,
con la sua donna sputammo il furore dell’odio.
E’ così che fummo uomini
col nostro dio degli eserciti
che verso l’infinito marcia coi calzari dei morti.
metterti a nudo a volte ti fa sentire freddo, ma dura un attimo


il ritorno agli albori, il ricordo di una vita passata, tra piante e fiori. Io posseggo solo ricordi che il cemento mi ha un pò portato via…molto bella Sal, grazie.